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Svizzera
Commissione Stati: non limitare mandati ministri dimissionari
Redazione
13 anni fa

"La morale politica non può essere prescritta dalle leggi". Con questa motivazione, la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) ha respinto, con 7 voti contro 2 e un astenuto, la proposta di limitare i mandati dei consiglieri federali dimissionari, già approvata dal Nazionale. Per la Camera del popolo, un ex consigliere federale non dovrebbe più potersi "riciclare" nell'economia privata a suo piacimento, dopo aver abbandonato le sue funzioni. Con 99 voti contro 87, il Nazionale aveva deciso di introdurre un termine d'attesa di due anni. Il problema dei potenziali conflitti d'interesse era emerso quando l'ex ministro dei trasporti Moritz Leuenberger era entrato, tre settimane dopo le dimissioni dal Consiglio federale, nel consiglio d'amministrazione di Implenia, il numero uno svizzero della costruzione. Per la CIP-S, il memorandum redatto dallo stesso governo - nel quale invita i consiglieri federali a rinunciare ad attività lucrative dopo aver lasciato l'esecutivo se c'è un potenziale rischio di conflitto di interesse - è sufficiente. Le norme proposte dal Nazionale sono invece sproporzionate poiché impediscono "collaborazioni preziose e non problematiche di membri uscenti del Consiglio federale in campo economico e sociale". La CIP-S sottolinea inoltre che una simile norma riguarderebbe sia i membri che lasciano il Consiglio federale dopo un breve mandato sia quelli che lo hanno rivestito per lungo tempo. Le disposizioni comporterebbero anche una disparità di trattamento tra i ministri dimissionari e quelli che lasciano l'incarico perché non rieletti. Secondo la minoranza della CIP-S, questa norma contribuisce invece a tutelare la credibilità delle istituzioni. La nuova disposizione potrebbe inoltre proteggere il Consiglio federale da sospetti ingiustificati.

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