
No a un aumento automatico dell'età di pensionamento a 67 anni qualora l'AVS dovesse trovarsi in una situazione di dissesto finanziario e non si riuscisse a risanarla con misure politiche. Lo ha ribadito la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) affrontando le divergenze in merito al progetto Previdenza vecchiaia 2020. Pur rendendosi conto che di fronte all'aumento della speranza di vita il dibattito su un aumento dell'età di riferimento deve essere affrontato in una futura revisione dell'AVS, in una nota odierna dei servizi parlamentari la CSSS-S sottolinea all'unanimità che "nell'ottica della prevista votazione popolare non sarebbe politicamente saggio gravare la riforma attuale con un'eventuale età di riferimento di 67 anni". La commissione non intende nemmeno cedere al Nazionale sul finanziamento dell'AVS: all'unanimità auspica un incremento a tappe dell'IVA di un punto percentuale (fino all'8,7% totale) invece degli 0,6 punti previsti dalla Camera del popolo. Per la CSSS-S, tale incremento non è sufficiente per mantenere l'equilibrio finanziario del primo pilastro entro il 2030. Circa la compensazione della diminuzione delle rendite dovuta alla riduzione dell'aliquota minima di conversione (dal 6,8% al 6%) nel secondo pilastro, per 8 voti a 5 la CSSS-S ha ribadito di voler compensare tale abbassamento con un supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS e l'aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150 al 155% di una rendita singola. Per la maggioranza tale soluzione è subito percepibile positivamente da tutti i nuovi beneficiari.
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