
Prendendo posizione su una mozione approvata dal Consiglio Nazionale, la Commissione dell'economia e dei tributi (CET) del Consiglio degli Stati - con 8 voti contro 2 - ha respinto la proposta di eleggere un rappresentante della Confederazione in seno al consiglio d'amministrazione di UBS. Con 9 coti favorevoli e due contrati, la CET vuole invece che Berna recuperi, appena possibile e realizzando un utile, il credito miliardario concesso alla banca. La CET si è invece espressa negativamente - con 7 voti a 5 - circa l'introduzione del blocco della parte variabile dei salari per le imprese salvate dalla Confederazione. È stata inoltre accolta - con il voto decisivo della presidente della commissione Simonetta Sommaruga (PS/BE) - l'introduzione, per le imprese che sollecitano l'aiuto della stato, di una struttura salariale analoga a quella applicata dalle aziende della Confederazione. La CET propone al Consiglio degli Stati di rinunciare alla separazione tra le attività bancarie in Svizzera e all'estero. Con 7 voti contro 5, la commissione ritiene che non è compito del parlamento determinare la struttura interna delle imprese private. La minoranza sosteneva invece che ciò avrebbe permesso di limitare i rischi. La commissione si è pure espressa su una mozione che invita in Consiglio federale a verificare la sorveglianza e il controllo dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA). Con 7 voti a 5 la CET propone alla Camera dei cantoni di trasformare la mozione in un semplice mandato d'esame. La minoranza avrebbe voluto che il governo presentasse un progetto concreto. La CET ha invece approvato all'unanimità la creazione di una commissione composta da rappresentanti della Banca Nazionale, della FINMA e dell'amministrazione che sarà incaricata di proporre delle misure per limitare i rischi legati al crollo di una grande società elvetica. ATS
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