
La Svizzera dovrebbe inviare fino a 30 militi al largo delle coste somale. Anche la Commissione per la politica di sicurezza degli Stati, dopo quella del Nazionale, ha approvato la partecipazione elvetica alla missione antipirati "Atalanta". I due Consigli decideranno in autunno. Mentre la decisione della commissione del Nazionale è stata presa a 15 voti contro 11 (UDC e Verdi hanno votato contro), l'approvazione della Camera dei cantoni è chiara: 10 voti contro 1, ha indicato oggi alla stampa Didier Burkhalter (PLR/NE). Secondo la commissione è giustificato inviare militi svizzeri nel Corno d'Africa. Ciò permetterà di attaccare il male alla radice, ha dichiarato il "senatore" neocastellano. Infatti, la pirateria non fa altro che aumentare la criminalità in questo paese africano dalla situazione instabile. I soldati svizzeri avranno il compito di proteggere navi battenti bandiera rossocrociata e di difenderle dagli attacchi dei pirati. Non potranno invece andare all'attacco. I costi per l'invio di un distaccamento elvetico - per il momento sono previste 24 persone della forza speciale DRA-10 (granatieri e militi di ricognizione) - ammonta a 9,8 milioni di franchi. La partecipazione ad "Atalanta" è stata difesa in commissione dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Come quella del Nazionale, anche la commissione degli Stati ritiene che la legge attuale basti per questo impiego. Una revisione legislativa, sostenuta dal ministro della difesa Ueli Maurer e intesa ad agevolare in futuro questo genere di missioni, è dunque stata respinta con 6 voti a 4. La commissione del Nazionale era stata più chiara: 16 voti a 7. L'omologa degli Stati desidera rivedere questa problematica nell'ambito del nuovo rapporto sulla politica di sicurezza che Maurer dovrebbe presentare entro la fine dell'anno. ATS
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