
L'immunità parlamentare del presidente dell'UDC Toni Brunner non si tocca: lo ribadisce la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati, che si è espressa allo stesso modo anche nei casi riguardanti i consiglieri nazionali Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG), Jean-Paul Glasson (PLR/FR) e Christoph Mörgeli (UDC/ZH). A differenza del Consiglio nazionale, la CAG-S ha deciso con 6 voti contro 3 e due astenuti di non consegnare Brunner alla giustizia: il consigliere nazionale sangallese è sospettato di aver trasmesso documenti confidenziali all'ex ministro Christoph Blocher nel quadro della vicenda che ha implicato anche l'ex procuratore generale Valentin Roschacher. Qualora la Camera dei Cantoni dovesse ribadire la decisione presa in precedenza (con 24 voti contro 15), la faccenda sarebbe liquidata a favore di Brunner, osserva la CAG-S in un comunicato odierno dei Servizi del parlamento. Con 10 voti e un'astensione, la Commissione raccomanda inoltre al plenum di proteggere l'immunità parlamentare di Meier-Schatz e Glasson, accusati da Blocher di aver orchestrato un complotto contro di lui. Secondo la Commissione, pure Mörgeli dovrebbe essere protetto dall'immunità parlamentare, nonostante abbia trasmesso alla stampa i protocolli audio della seduta di commissione in cui il consigliere federale Pascal Couchepin avrebbe confuso Mörgeli con il medico nazista Mengele. Anche l'immunità della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey è stata oggetto di discussioni, a causa di una denuncia inoltrata al Ministero pubblico della Confederazione per alcune sue dichiarazioni rilasciate durante la campagna in vista della proroga degli accordi bilaterali con l'Unione europea. All'unanimità la CAG-S si è detta contraria a revocare l'immunità alla consigliera federale, giudicando che le sue affermazioni non costituiscono una violazione del diritto di voto dei cittadini. ATS
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