
La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) si è pronunciata, con 7 voti contro 0 e 5 astensioni, a favore dell'Accordo di libero scambio con la Cina. Ha approvato le agevolazioni degli scambi e il rafforzamento della protezione della proprietà intellettuale e della certezza del diritto. Una proposta di rinvio chiedeva ulteriori negoziati tesi a consolidare i diritti umani e gli standard in materia di diritto del lavoro, ma non ha ottenuto il consenso della maggioranza (6 voti a 2 e 4 astenuti), la quale ritiene che l'accordo concluso con il terzo partner commerciale della Svizzera sia del tutto riuscito e valuta positivamente le sue ripercussioni sull'economia. La minoranza chiedeva che l'accordo contemplasse esplicitamente norme vincolanti in materia di diritti umani e di diritto del lavoro. Inoltre, sempre secondo la minoranza, la Svizzera dovrebbe proporre la liberalizzazione dei servizi finanziari. Per la maggioranza della Commissione un rinvio delle trattative è escluso, non fosse altro che per motivi di applicabilità. Negoziati successivi rischierebbero infatti di compromettere seriamente la riuscita dell'accordo o quantomeno di ritardarne considerevolmente l'attuazione. Nella scorsa sessione invernale il Consiglio nazionale si è espresso a favore dell'Accordo di libero scambio con la Cina.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

