
La Svizzera dovrebbe applicare autonomamente l'introduzione del principio del "Cassis de Dijon", in vigore nell'Unione europea: è la posizione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), che con 12 voti contro 7 e 4 astensioni ha approvato la revisione della legge sugli ostacoli tecnici al commercio, allentando le regolamentazioni per i produttori elvetici. Con 15 voti contro 9 e un'astensione la Commissione ha deciso di non affidare al Consiglio federale l'incarico di negoziare la reciprocità del principio in base al quale un prodotto autorizzato in uno Stato membro dell'Unione europea può essere liberamente venduto anche in Svizzera. È pure stata respinta una proposta che chiedeva al governo di preparare una soluzione per le discriminazioni che potrebbero subire i produttori indigeni. All'unanimità la Commissione ha deciso di essere più liberale rispetto a quanto deciso dal Consiglio degli Stati, indicano i Servizi del parlamento. In particolare la CET-N auspica che i produttori elvetici possano operare conformemente alle norme europee, senza essere sottoposti a un'autorizzazione e a un obbligo di notifica. Per quanto riguarda invece il regime speciale applicato alle importazioni di derrate alimentari, la CET-N si è allineata a larga maggioranza alla Camera dei Cantoni. Il dossier verrà affrontato dal Consiglio nazionale durante la sessione speciale di aprile. ATS
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