
La Commissione delle finanze del Nazionale (CdF-N) ha leggermente modificato il preventivo 2015 della Confederazione. L'agricoltura dovrebbe così di recuperare 110 milioni di franchi e l'aiuto allo sviluppo perdere 99. In totale sono previste uscite per 67,03 miliardi e entrare per 67,66 miliardi, con un'eccedenza di circa 600 milioni. "È un bilancio solido", ha affermato Leo Müller (PPD/LU), presidente della CdF-N, in una conferenza stampa a Berna. Rispetto al progetto governativo, la commissione ha aumentato le spese 19 milioni di franchi. Il preventivo è stato adottato con 13 voti contro 6 e 5 astensioni. Nel budget, il governo aveva incluso i tagli chiesti dal Parlamento con il Programma di consolidamento e di verifica dei compiti (PCon). Nel complesso, gli sgravi ammontavano a circa 700 milioni, 130 dei quali nell'agricoltura. Per la maggioranza della commissione questo taglio al settore primario è però eccessivo. La Politica agricola è appena stata riformata quest'anno, i contadini devono guadagnare a sufficienza per poter procedere ad investimenti con una certa sicurezza. La CdF-N vuole dunque limitare a 20 milioni di franchi i risparmi imposti al settore. Rispetto al progetto del governo, i contadini beneficeranno così di pagamenti diretti per 84 milioni di franchi supplementari. Ulteriori 11 milioni sono destinati al sostegno della produzione vegetale e 12 per l'esportazione di prodotti agricoli trasformati. Altro tema lungamente discusso dalla commissione: l'aiuto allo sviluppo, che per il 2015 dovrà rinunciare a 99 milioni di franchi. La decisione è stata presa a 13 voti contro 11. Le azioni specifiche di cooperazione allo sviluppo saranno così private di 75 milioni, la collaborazione multilaterale allo sviluppo di 10 milioni e l'aiuto ai paesi dell'Est di 14 milioni. L'aiuto umanitario non è invece toccato dai tagli. Per la maggioranza non si tratta di rimettere in discussione l'obiettivo di portare l'aiuto allo sviluppo allo 0,5% del pil. Ciò non deve però andare a scapito di altri importanti compiti della Confederazione. Con questo taglio, la percentuale sarà dello 0,483%, contro lo 0,495% proposto dal Consiglio federale.
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