Cerca e trova immobili
Svizzera
Commissione: lacune nel controspionaggio svizzero
Redazione
13 anni fa

Vi sono lacune nel controspionaggio elvetico. È quanto ha constatato la Commissione di politica di sicurezza del Consiglio nazionale dopo essere stata informata dei recenti casi di inchieste, da parte di Stati esteri, in Svizzera. Rimane invece aperta la questione se concedere o no più mezzi al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). La Commissione è giunta alla conclusione che le possibilità della Svizzera in materia di controspionaggio sono "piccole ma pregiate", ha detto oggi ai media il presidente della Commissione Thomas Hurter (UDC/SH). Tuttavia, secondo il democentrista, in futuro occorreranno "determinate correzioni". Si tratta in particolare di intervenire in materia di personale e risorse tecniche. "Ma alla fine è una questione politica", ha aggiunto Hurter. La Commissione intende esprimersi nel dettaglio quando si occuperà della nuova Legge federale sul servizio informazioni civile, che dovrebbe essere sottoposta alle Camere entro la fine dell'anno. Per il presidente della Commissione, le intercettazioni della NSA americana "rappresentano un caso grave, ma le sue conseguenze non sono così pesanti per la Svizzera". È normale che la Confederazione subisca attività di spionaggio, visto che sul suo territorio si tengono numerose conferenze internazionali, ha sottolineato Hurter. In seguito al "datagate", la Commissione si è chiesta se la Svizzera abbia i mezzi necessari per individuare questo genere di casi e come debba reagire. Si tratterà di discutere se i servizi di intelligence elvetici si occupano troppo della raccolta dei dati e non abbastanza di controspionaggio. Bisognerà inoltre chiarire quali siano le condizioni per trasmettere dati ad altri servizi segreti. A questo proposito, la Commissione ha approvato con 25 voti senza opposizioni una revisione formale della legge sul servizio informazioni. Il Consiglio degli Stati l'aveva già approvata durante la scorsa sessione invernale delle Camere. Altra preoccupazione della commissione, il furto di dati verificatosi all'interno del SIC nel maggio del 2012. Secondo Hurter, le informazione ricevute sono sufficienti per concludere che l'intelligence elvetica se l'è cavata ancora a buon mercato. "La minaccia non proviene soltanto dall'esterno, ma anche dall'interno", ha detto il democentrista. Occorre pertanto fare molta attenzione nella scelta del personale. "Il reclutamento in ambito informatico è particolarmente delicato, poiché - oltre alla fiducia - occorrono esigenze di qualità molto elevate", ha concluso Hurter.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata