
Gli oltre 700'000 Svizzeri all'estero potranno beneficiare di una legge organica che, riunendo le regole attualmente esistenti in varie leggi e ordinanze, regola i loro diritti e doveri. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha inviato oggi in consultazione il progetto di legge, che fra l'altro introduce un centro unico di riferimento a cui gli svizzeri all'estero possono indirizzarsi. Il progetto di legge è frutto dell'iniziativa parlamentare di Filippo Lombardi, favorevole a una legge sugli Svizzeri dell'estero. Il relativo progetto è ora stato adottato all'unanimità. Questa nuova legge risponde al fatto che sempre più Svizzeri soggiornano all'estero per un periodo più o meno lungo, afferma una nota dei Servizi del Parlamento. Il progetto, che favorisce una visione unitaria delle disposizioni, riguarda in particolare il sostegno agli Svizzeri dell'estero, i loro diritti politici e le prestazioni sociali di cui possono beneficiare. Attribuisce inoltre al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) lo statuto di "centro di risorse" per i cittadini svizzeri all'estero. Ancorando nella legge un dispositivo di "sportello unico", la legge risponde a una preoccupazione essenziale degli Svizzeri dell'estero. La nuova legge regola anche il problema delle prestazioni consolari fornite dalla Svizzera ai concittadini che soggiornano all'estero. Si tratta di disposizioni che possono rivelarsi importanti, ma che sono attualmente prive di base legale. Il progetto prevede così che la Confederazione può prestare assistenza alle persone vittime di un rapimento o di una presa d'ostaggio all'estero. In un comunicato, il Partito socialista ha deplorato che la Commissione degli Stati si sia limitata a raccogliere disposizioni esistenti. Il PS voleva che la Svizzera, come la Francia o l'Italia, garantisse ai propri cittadini domiciliati all'estero una propria rappresentanza in Parlamento. ATS
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