
La strada del Consiglio federale in vista della riforma dell'IVA è tutta in salita. La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale non vuole infatti saperne di un regime a due aliquote e propone alla commissione dell'economia e dei tributi di restare al modello attuale, che prevede tre tassi. Attualmente, l'IVA contempla tre aliquote (8%, 3,8% e 2,5%). Sotto la spinta dall'allora ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, il Consiglio federale voleva passare a un tasso unico del 6,5% circa e sopprimere una serie di esenzioni. Ma il parlamento gli ha intimato di proporre un modello a due tassi. Il governo si è piegato a quest'esigenza e ha presentato una nuova proposta, ma la commissione delle finanze non vuole saperne. Con 21 voti contro 3, ha respinto anche questa proposta volta a sostenere un modello IVA a due aliquote. Il governo propone due varianti per un'IVA a due aliquote. Il tasso normale sarebbe fissato all'8% e quello ridotto al 2,8% o al 3,8%. Dato che l'operazione non deve comportare perdite fiscali per lo Stato, l'imposizione di numerosi beni dovrebbe cambiare. Libri e medicamenti verrebbero tassati di più rispetto al 2,5% attuale. L'aumento sarebbe minore per le derrate alimentari che continuerebbero a beneficiare del tasso ridotto. Quest'ultimo si applicherebbe anche alle prestazioni di pernottamento (ora sottoposte a un tasso speciale del 3,8%, destinato a scomparire) e alla ristorazione (attualmente 8%). ATS
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