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Svizzera
Commissione CN: su tassazione eredi, contestate esigenze francesi
Redazione
13 anni fa

Il Consiglio federale non dovrebbe concludere convenzioni che consentono a Stati terzi di sottoporre a imposizione fiscale immobili detenuti in Svizzera. La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha nuovamente fatto la voce grossa in previsione della prossima decisione in merito all'accordo con la Francia sulla tassazione delle successioni. Con 13 voti contro 10 e 2 astenuti, la maggioranza ha adottato una mozione secondo la quale in nessun caso immobili che si trovano in Svizzera vanno tassati da uno Stato terzo. Si tratta di dare un segnale politico chiaro, ha dichiarato oggi all'ats il presidente della commissione Christophe Darbellay (PPD/VS). Lo schieramento borghese non vuol saperne della convenzione di doppia imposizione sulle successioni, parafato l'estate scorsa, ma non ancora firmato. Il progetto prevede che l'imposizione sarà eseguita sulla base del domicilio dell'erede e non più di quella del defunto. In questo modo, l'erede in Francia di un residente in Svizzera sarebbe tassato in funzione dell'aliquota progressiva applicata da Parigi. Il tasso per una successione diretta potrebbe così raggiungere il 45%, dopo una somma di 1,8 milioni di euro. Tale aliquota sarà del 60% in assenza di un legame di parentela. Finora, lo stesso erede doveva rispondere soltanto alle autorità fiscali elvetiche. Anche la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf considera che l'accordo, denunciato soprattutto dai cantoni romandi, non è corretto, ha ricordato Darbellay. Tuttavia, una parte delle forze politiche preferisce quest'intesa a un vuoto contrattuale. La firma del testo potrebbe intervenire prossimamente. Il ministro francese dell'economia Pierre Moscovici ha infatti annunciato che firmerà il documento in maggio con Eveline Widmer-Schlumpf. ATS

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