
Non piace alla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale il pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti 2014 (di fatto programma d'economie) del Consiglio federale. Con 14 voti contro 10, ha deciso oggi di proporre al plenum in giugno di rinviare l'oggetto al governo. La maggioranza non ha rimesso in causa la necessità di procedere a tagli. Con 17 voti contro 8, la commissione ha respinto una proposta di non entrata in materia. Solo la sinistra ritiene che il programma di economie, che a partire dal 2014 concerne oltre 700 milioni di franchi all'anno, sia un passo sbagliato. Per la maggioranza, il progetto è opportuno, vista l'attuale situazione finanziaria. Un riesame dei compiti dovrebbe essere intrapreso regolarmente, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento. Nel suo rapporto annuale, la Delegazione delle finanze si è dal canto suo espressa in termini severi sui piani governativi. Il programma non propone molte vere e proprie soppressioni dei compiti. Le principali economie sono semmai legate a fattori esterni non influenzabili e a rinvii di progetti, come nei settori ferroviario e stradale, critica la Delegazione. La proposta di rinvio adottata dalla commissione delle finanze incarica il Consiglio federale di presentare un progetto nel quale preveda due scenari. Nel primo deve contemplare una riduzione notevole delle spese. Il loro aumento fino al 2016 dovrà essere limitato alla crescita economica effettiva. Eventuali superamenti dovranno essere compensati l'anno successivo. La commissione vuole anche limitare a tre miliardi di franchi le spese vincolanti legate alle retribuzioni del personale. Nel secondo scenario, la commissione s'interessa alle possibilità sul fronte delle entrate. Chiede al Consiglio federale d'indicare le eventuali misure da adottare, oppure quali riduzioni fiscali potrebbero essere abbandonate, onde rispettare le esigenze del freno all'indebitamento. Infine, la commissione invita il governo a fare proposte che non prevedano alcun trasferimento di compiti ai cantoni. Essa ha infatti avuto modo di ascoltare i rappresentati cantonali, prima di decidere. Secondo un comunicato, i cantoni hanno indicato che sostengono nel complesso il programma di economie, salvo alcuni aspetti come le misure concernenti le università. Da quando sono state consegnate alle Camere, le proposte di risparmio del Consiglio federale sono state oggetto di critiche da parte di varie commissioni parlamentari. Ognuna di loro ritiene che non si debba tagliare nel proprio settore di competenza. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

