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Svizzera
Commissione CN: contro clausola di salvaguardia
Redazione
13 anni fa

La Svizzera non ha bisogno di attivare la clausola di salvaguardia per limitare l'immigrazione legata alla libera circolazione delle persone. Con 12 voti contro 9 e 3 astenuti, la Commissione della politica estera del Nazionale raccomanda oggi al Consiglio federale di rinunciarvi. La settimana scorsa, la competente commissione del Consiglio degli Stati non aveva voluto decidere, preferendo lasciare l'intero margine di manovra all'esecutivo, la cui decisione è attesa per il 10 aprile. La maggioranza della commissione della Camera del popolo non condivide questo parere, si legge in una nota dei Servizi del parlamento. A suo modo di vedere, non occorre prorogare la clausola di salvaguardia per i nuovi membri dell'UE, né di estenderla agli altri 17 paesi europei. Il ricorso a questo strumento non fa gli interessi della Svizzera in materia di politica estera, afferma la maggioranza. La commissione teme le ripercussioni negative che ciò potrebbe comportare per le relazioni con l'Unione europea (UE). Secondo la commissione, le misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone costituiscono "un mezzo più opportuno per consolidare la via bilaterale scelta dalla Svizzera e attenuare gli effetti negativi dell'immigrazione". Una minoranza della commissione chiede invece di ricorrere alla clausola di salvaguardia. Per quest'ultima, i vantaggi di un ritorno ai contingenti di stranieri sono superiori agli inconvenienti. Si tratta - ricorda - di concretizzare la promessa fatta in occasione della campagna di votazione sugli accordi bilaterali e sull'estensione della libera circolazione delle persone. ATS

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