
Il commercio al dettaglio svizzero ha dovuto far fronte a un forte calo delle cifre d’affari dovuto al lockdown, ma per uno studio di Bak Economics gli effetti si sentiranno anche dopo la fine delle chiusure. Dopo il calo del fatturato del 6% a marzo infatti, per i mesi di aprile e maggio, BAK Economics si aspetta effetti più marcati in tutti i settori del commercio al dettaglio fatta eccezione per quello alimentare. Quest’ultimo sta infatti beneficiando della mancata concorrenza da parte della gastronomia e del “turismo dello shopping” ma, si legge, "le condizioni economiche per il commercio alimentare al dettaglio non lasciano spazio ad un ulteriore sviluppo futuro".
Effetti su tutto il 2020Per l'intero anno 2020, BAK Economics prevede un calo dovuto alla pandemia del 4,4% per il settore del commercio al dettaglio svizzero, con una diminuzione complessiva del 5,3% del PIL e un calo del 6,4% dei consumi privati. L'economia svizzera starebbe quindi affrontando "una flessione storica". Si riporta infatti che entro il mese di aprile sono state registrate quasi 2 milioni di domande per indennità di lavoro ridotto, il che significa che circa un posto di lavoro su tre è interessato dal lavoro a tempo parziale. Inoltre anche il sentimento dei consumatori ha raggiunto un minimo storico.
Ripresa effettiva forse solo nel 2022Tuttavia, il graduale allentamento a partire da maggio dovrebbe portare ad una normalizzazione nella seconda metà dell'anno. Ciononostante, gli effetti di recupero delle perdite del reddito dovute all'aumento del lavoro a tempo parziale e della disoccupazione saranno limitati. Inoltre, anche la ripresa dei consumi sarà probabilmente fortemente rallentata dall'aumento delle incertezze. Si prevede quindi che contesto economico non tornerà ai livelli pre-crisi, dato che l'aumento della disoccupazione, i fallimenti e le incertezze rallenteranno la ripresa. Secondo le attuali aspettative, nel 2021 il livello delle cifre d’affari del commercio al dettaglio svizzero sarà ancora inferiore a quello raggiunto nel 2019. Si prevede inoltre che, malgrado un'ulteriore ripresa nel 2022, il potenziale livello di vendite che sarebbe stato possibile senza la crisi della pandemia non sarà raggiunto.
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