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Svizzera
Comitato Onu contro tortura: Svizzera ancora sotto torchio
Redazione
16 anni fa

La Svizzera è anche oggi a Ginevra sotto il torchio del Comitato dell'Onu contro la tortura. La delegazione elvetica, guidata dal vicedirettore dell'Ufficio federale della giustizia (UFG) Bernardo Stadelmann, deve rispondere a una serie di rimproveri riguardanti il rispetto dei diritti umani. L'interrogatorio è cominciato venerdì scorso: dieci esperti del comitato Onu hanno posto domande sul rinvio degli stranieri, il disbrigo delle domande d'asilo, le violenze della polizia e la situazione nelle prigioni. Si sono anche detti preoccupati per le procedure di rimpatrio dei richiedenti l'asilo e hanno evocato a più riprese la vicenda del nigeriano morto di recente all'aeroporto di Zurigo durante un'operazione di espulsione, deplorando l'assenza di osservatori indipendenti. L'ultimo esame della Svizzera davanti al Comitato dell'ONU contro la tortura risale al maggio 2005. In quell'occasione era stato criticato in particolare l'uso delle pistole che emettono scosse elettriche, i cosiddetti "taser". In virtù della Convenzione delle Nazioni Unite che proibisce la tortura, ratificata da Berna nel dicembre 1986 ed entrata in vigore nel 1987, ogni paese deve presentare al comitato ad intervalli regolari un rapporto sull'applicazione del trattato. Venderdì, Bernardo Stadelmann ha ribadito a nome della Confederazione "la tolleranza zero nei confronti di ogni maltrattamento e tortura". L'esperto americano Felice Gaer ha posto una domanda anche sull'arresto di Hannibal Gheddafi a Ginevra nel luglio 2008. Ha in particolare chiesto quali siano gli obblighi della polizia in caso di denuncia da parte di domestici. Un altro esperto, l'italiano Alessio Bruni, si è chiesto se l'iniziativa popolare per il rinvio dei criminali stranieri non sia "contraria al principio del 'non refoulement' in uno Stato terzo che pratica la tortura", come stipulato dalla Convenzione dell'ONU. Anche il sovraffollamento delle carceri elvetiche è stato al centro dei dibattiti. Se complessivamente in Svizzera il tasso medio di occupazione è del 91% (contro il 102% per l'insieme dei paesi membri del Consiglio d'Europa), ha raggiunto il 200% lo scorso mese di marzo nella prigione ginevrina di Champ-Dollon, ha fatto notare l'esperto italiano. ATS

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