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Svizzera
Comitato direttivo PS: partito non accetti donazioni grandi banche
Redazione
14 anni fa

Il Partito socialista (PS) non deve accettare donazioni dalle grandi banche. Questo il parere del comitato direttivo, il quale propone ai delegati, che si riuniranno il 1. dicembre a Thun (BE), un regolamento che escluda espressamente finanziamenti da parte di UBS e Credit Suisse (CS). Sono stati varati principi riguardanti donazioni da persone giuridiche, ha dichiarato il presidente del PS Christian Levrat in serata davanti ai media a Berna. Essi prevedono che il partito può accettare soldi da cooperative, associazioni e singole imprese. Donazioni da società per azioni sono però problematiche. Escluse categoricamente, invece, le donazioni di UBS e CS. Fondi provenienti dal mondo economico possono essere accettati a patto che le aziende rendano pubblici tutti i versamenti ai partiti e non pongano condizioni. Il denaro finiscono in un fondo gestito dal comitato direttivo. Sabato scorso il comitato direttivo dei Verdi aveva a sua volta deciso che il partito non accetterà donazioni da parte di UBS e CS. I partiti di centro e di destra non hanno invece problemi a ricevere soldi provenienti dal mondo economico e finanziario. Quanto ottiene esattamente ogni partito rimane però un mistero. Per il presidente del PPD, Christophe Darbellay, non c'è motivo di rifiutare una donazione di un'impresa se questa vuole sostenere in modo trasparente e giusto il sistema di milizia che caratterizza la politica svizzera. Egli non ha però voluto precisare quanto riceve il suo partito. Nella scorsa primavera Raiffeisen, Credit Suisse e UBS avevano reso noto i criteri con i quali sostengono i grandi partiti svizzeri. L'ammontare delle donazioni è calcolato in funzione del numero di seggi in Parlamento. Durante la sua riunione il comitato direttivo del PS ha anche deciso di non sostenere il referendum contro la revisione della legge sull'asilo. I vertici del partito preferiscono risparmiare le forze per future decisioni nel diritto dell'asilo e degli stranieri. A differenza del comitato direttivo, diverse sezioni cantonali (AG, JU, BS, TG, SG, AI, NE e GE) e comunali si sono già espresse a favore del referendum. ATS

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