
Il relatore speciale delle Nazioni Unite contro la tortura, lo zurighese Nils Melzer, ha condannato la “violenta repressione” delle manifestazioni in Colombia, che ha provocato la morte di decine di persone. Oggi a Ginevra ha chiesto che si proceda a un’indagine indipendente sull’accaduto. “Siamo molto preoccupati dall’uso eccessivo e illegale della forza da parte della polizia e delle unità antisommossa”, afferma Melzer assieme ad altri 15 esperti indipendenti. Questa repressione prende di mira manifestanti pacifici che protestano da due settimane contro una riforma fiscale voluta dal presidente Ivan Duque e poi ritirata, come pure i difensori dei diritti umani.
Mentre le cifre ufficiali parlano di oltre 40 vittime e più di 1’500 feriti, gli esperti hanno ricevuto indicazioni di almeno 26 morti e più di 1’800 casi di violenza della polizia. Sono stati trasmessi anche i dati relativi a 216 feriti, tra cui pure alcuni agenti di polizia, oltre a 160 sparizioni, più di 960 presunte detenzioni arbitrarie, almeno 12 casi di violenza sessuale e accuse di tortura. Gli esperti indipendenti, che non parlano a nome delle Nazioni Unite, si dicono preoccupati per l’uso dell’esercito deciso dal governo colombiano per rispondere alle proteste. Chiedono alle autorità del paese latino di garantire le libertà fondamentali.
Come l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani la scorsa settimana, anch’essi chiedono che l’uso della forza sia proporzionato. Dovranno essere condotte indagini rapide e indipendenti e i responsabili delle violazioni dei diritti umani dovranno essere perseguiti.
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