
Destra e sinistra rimangono divise circa i rimedi per mitigare la crisi economica e rafforzare la piazza finanziaria elvetica. È quanto scaturito oggi dai colloqui tenutisi alla casa von Wattenwyl tra una delegazione del Consiglio federale e i partiti di governo, tra cui, per la prima volta, il Partito borghese democratico (PBD). Per il presidente UDC Toni Brunner - che parlava a nome degli altri 4 presidenti dei partiti di governo - è necessario riflettere adesso sulle misure per rafforzare la concorrenzialità della piazza finanziaria svizzera, in seguito alla decisione del consiglio federale di allentare lo scambio di informazioni in materia di delitti fiscali. Governo e destra pensano soprattutto a provvedimenti di carattere fiscale. Circa un eventuale terzo programma congiunturale, la destra è piuttosto scettica, ha detto, mentre la sinistra lo invoca a gran voce. "Tutti i partiti si sono detti tuttavia d'accordo sul fatto che il nostro paese è sottoposto a un'enorme pressione, destinata a durare ancora", ha puntualizzato Brunner. Secondo il presidente dei democentristi, la piazza finanziaria si è ulteriormente indebolita dopo la decisione governativa di aderire agli standard OCSE in materia di assistenza amministrativa in caso di evasione fiscale e dopo la consegna agli Usa di quasi 300 dossier di clienti Usa dell'UBS sospettati di evasione nel loro paese. Per ridare slancio al settore, e renderlo più concorrenziale una volta passata la tempesta, quale misura strategica interna il Consiglio federale sta vagliando un'altra riforma della fiscalità delle imprese e altri provvedimenti. A livello di strategia internazionale, il governo intende negoziare o rinegoziare con singoli Stati accordi di doppia imposizione sul modello OCSE. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

