
Le imprese elvetiche vanno maggiormente coinvolte nella ricostruzione dell'Ucraina, in particolare per le realizzazione di progetti prioritari che la Confederazione sosterrà, in un primo momento, con 50 milioni di franchi. È quanto si propone una dichiarazione firmata oggi a Davos (GR), a margine del forum economico mondiale (WEF), fra il ministro dell'economia, Guy Parmelin, e la sua controparte ucraina, nonché vicepremier, Julija Swyrydenko.
I contenuti della dichiarazione
Per affrontare le sfide poste dalla ricostruzione dell'Ucraina sarà necessario anche il coinvolgimento dei privati e non solo della tradizionale cooperazione internazionale, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Affinché le imprese private possano godere di buone condizioni, Berna e Kiev hanno sottoscritto una dichiarazione d'intenti in cui si prevede che il ministero dell'economia ucraino e la Segreteria di Stato dell'economa (SECO) selezioneranno congiuntamente progetti, che saranno realizzati da ditte elvetiche già operative in Ucraina, volti a rispondere ai bisogni più urgenti del Paese. In una prima fase, la Svizzera metterà a disposizione 50 milioni di franchi per sostenere questi progetti.
Serve una nuova base legale
È prevista inoltre una collaborazione con imprese svizzere non ancora attive in Ucraina. A tale scopo è però necessaria una nuova base legale sotto forma di trattato internazionale, limitato nel tempo, soggetto a referendum. Il 26 giugno 2024 il Consiglio federale aveva deciso di destinare 500 milioni per rafforzare il coinvolgimento del settore privato elvetico nella ricostruzione dell'Ucraina. Queste misure rientrano nel programma nazionale per l'Ucraina 2025-2028, attualmente in fase di finalizzazione. Il programma prevede 1,5 miliardi per sostenere l'Ucraina con diversi strumenti di cooperazione internazionale.

