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Svizzera
CN: verso la proibizione del commercio di beni culturali siriani
Redazione
12 anni fa

I reperti archeologici trafugati dalla Siria non devono essere importati e rivenduti in Svizzera. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha approvato, con 113 voti contro 65, una mozione della sua Commissione della cultura con la quale intende vietare il commercio di beni culturali siriani. Il testo è sostenuto dal Consiglio federale. "Le migliaia di scavi archeologici illegali e i saccheggi in musei privano la Siria del suo patrimonio culturale. Il denaro raccolto dalla vendita finisce inoltre nelle casse dei gruppi armati", ha detto Jean-François Steiert (PS/FR) sottolineando l'importanza di agire in fretta. La Svizzera è uno dei centri principali del commercio mondiale di beni culturali. Per questo motivo la Confederazione aveva cercato di evitare, in seguito alla guerra in Iraq, il commercio di beni culturali trafugati. Nel 2003, il Consiglio federale aveva così inserito i beni culturali nell'ordinanza che istituiva misure economiche nei confronti dell'Iraq. Per la maggioranza del Consiglio nazionale, è ora giunto il momento di fare lo stesso con la Siria. La minoranza, composta da UDC e da qualche PLR, era invece contraria alla mozione ritenendo l'arsenale giuridico attualmente a disposizione sufficiente. La mozione chiede anche al governo di allestire un luogo adatto per salvaguardare i beni culturali provenienti dalla Siria e dall'Iraq. Questo punto è già inserito nella nuova Legge federale sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati, catastrofi e situazioni d'emergenza che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo. La mozione passa ora al Consiglio degli Stati.

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