
La Svizzera potrebbe vietare le società private che forniscono servizi mercenari all'estero. Il Consiglio nazionale è entrato in materia oggi su questa nuova legge. La destra auspica tuttavia un alleggerimento del progetto legislativo, mentre la sinistra vuole renderlo più severo. La necessità di regolamentare le società di sicurezza private è parsa evidente dopo le rivelazioni di stampa dell'agosto 2010 in merito alla costituzione di una holding a Basilea da parte della Aegis Defense Services. La società, con sede a Londra, è uno dei maggiori gruppi di mercenari al mondo. Secondo stime 20'000 dipendenti erano attivi in Iraq e Afghanistan, in particolare ai servizi del Dipartimento americano della difesa. Attualmente, i cantoni sono competenti in materia di regolamentazione, ha ricordato Hugues Hiltpold (PLR/GE) a nome della commissione. Senza disposizioni chiare sull'impiego all'estero, le imprese private potrebbero compiere attività non conformi ai diritti dell'uomo, ciò che nuocerebbe alla reputazione della Svizzera, ha spiegato Beat Flach (PVL/AG). La necessità di legiferare non è stata combattuta visto che, come hanno sottolineato taluni oratori, il mercato internazionale della sicurezza è molto redditizio ed è stimato a centinaia di miliardi di franchi. La destra ha tuttavia mostrato alcune reticenze, tanto che la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga l'ha invitata a non procedere a troppi tagli nel progetto, perché altrimenti la legge perderebbe di efficacia. La nuova regolamentazione vieta qualsiasi partecipazione diretta a ostilità nell'ambito di un conflitto armato. Questa interdizione del servizio mercenario riguarda il reclutamento, la formazione e la messa disposizione di personale in Svizzera e all'estero. Il progetto legislativo impone inoltre alle aziende di sicurezza private un obbligo di dichiarare le attività al di fuori della Svizzera. Per la sinistra, ciò non è tuttavia sufficiente. Socialisti e Verdi auspicano un sistema basato sulle autorizzazioni. Il Consiglio federale vuole però scartare questa opzione, giudicata troppo burocratica e costosa. Un'autorizzazione potrebbe peraltro essere considerata come una forma di garanzia statale. Il Nazionale gli ha già dato parzialmente ragione, respingendo - con 129 voti contro 14 - la proposta dei Verdi di rinviare il dossier al governo in attesa di applicare il "Documento di Montreux", voluto dalla Svizzera, che raccomanda il ricorso a un sistema di autorizzazione. ATS
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