
Non bisogna approvare l'iniziativa popolare "Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)" perché non risolve i problemi e potrebbe essere addirittura dannosa. È questo il suggerimento dato ai cittadini - con 165 voti contro 10 e 17 astenuti - dal Consiglio nazionale. Respinto anche il controprogetto. L'oggetto è pronto per le votazioni finali. Lo scopo dell'iniziativa depositata dall'associazione Modernizzazione Monetaria (MoMo) è quello di impedire alle banche di stampare, in maniera virtuale, denaro dal nulla. Secondo i fautori del testo il denaro appartiene ai cittadini e non agli istituti di credito e per questa ragione deve essere solo la Banca nazionale svizzera (BNS) a crearlo. Il ragionamento parte in particolare dal fatto che fra il 2003 e il 2012 c'erano mediamente 340 miliardi di franchi di massa monetaria e solamente il 10% era denaro emesso dalla BNS. Tutto il resto era moneta "virtuale" creato da istituti privati. Durante il dibattito, iniziato la settimana scorsa e proseguito oggi, queste idee non hanno però mai dato veramente l'impressione di poter ottenere una maggioranza fra i deputati. "Il testo vuole risolvere un problema che non esiste e vuole farlo con misure che nel migliore dei casi non servirebbero a niente", ha ad esempio detto Thomas Matter (UDC/ZH). "La BNS ha già i mezzi sufficienti per adempiere ai suoi compiti", ha aggiunto. La maggioranza dei consiglieri nazionali ha fondamentalmente seguito i concetti già espressi dalla commissione preparatoria, secondo la quale il fatto di riservare alla sola BNS il diritto di emettere moneta non permetterebbe di raggiungere gli obiettivi sperati dai fautori dell'iniziativa. Anzi, il rischio è quello di indebolire la stabilità del mercato finanziario elvetico. "Una modifica così drastica del sistema economico in Svizzera è eccessiva. La strada proposta è inoltre quantomeno nebulosa", ha affermato la socialista Susanne Leutenegger Oberholzer (BL). Con 133 voti contro 57, il Nazionale ha anche bocciato la proposta di contrapporre all'iniziativa un controprogetto da sottoporre al popolo. Questa versione voleva imporre a medio termine alle banche troppo grandi per fallire ("too-big-to-fail") un ratio di fondi propri non ponderato del 10%.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

