
I futuri pensionati del secondo pilastro non dovrebbero sfuggire a un calo della loro rendita. Con 118 voti contro 62, la maggioranza borghese del Consiglio nazionale ha accettato stamani di entrare in materia sul progetto inteso a ridurre progressivamente il tasso di conversione al 6,4%. Viste le perdite prevedibili per le persone interessate, la sinistra ha cercato di porre fine a questo esercizio al ribasso. La legge sulla previdenza professionale (LPP), in vigore soltanto dal 2005, già prevede di ridurre al 6,8% entro il 2014 il tasso utilizzato per calcolare l'importo delle rendite. "Non vi è alcun motivo, a questo stadio, d'intervenire e rivedere l'aliquota", ha insistito inutilmente Maya Graf (Verdi/BL). I borghesi hanno sottolineato che la priorità va data attualmente al futuro delle rendite. L'attuale scala non tiene conto sufficientemente dell'invecchiamento della popolazione e della mediocrità dei rendimenti finanziari. "Se non si fa nulla - hanno ammonito Marianne Kleiner (PLR/AR) e Ueli Maurer (UDC/ZH) - si puniscono la generazione che lavora e i giovani". Il tasso di conversione, che serve al calcolo delle future rendite del secondo pilastro, è attualmente del 7,05% per gli uomini e del 7,1% per le donne. Ciò significa che per un capitale di previdenza professionale di 100'000 franchi accumulato nel corso della vita attiva, un assicurato percepisce una rendita annua di 7050 franchi, rispettivamente 7100 per le donne. Ciò significa circa 700 franchi (10%) in più rispetto a un tasso del 6,4% previsto in futuro. La Camera del popolo deve ancora pronunciarsi sul ritmo della riduzione dell'aliquota. Potrebbe compiere un gesto in favore dei futuri pensionati, adattando il tasso su un periodo di 5 anni al posto dei 3 proposti dal governo. Dato che questa revisione della LPP non entrerà in vigore probabilmene prima del 2010, con questo modello il calo sarebbe ultimato soltanto nel 2015. ATS
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