
Come raccomandato dalla sua commissione delle finanze, il Consiglio Nazionale ha approvato oggi il taglio di 200 milioni di franchi nel preventivo 2014 della Confederazione: 50 nel personale e 150 milioni nel settore "beni e servizi". Il campo rosso-verde e parte dei PPD non sono riusciti ad evitare queste decurtazioni lineari, respinte dagli Stati la settimana scorsa. Con questo provvedimento, invece di un deficit di 119 milioni, il preventivo 2014 dovrebbe chiudere con un avanzo di 82 milioni. Il dibattito fiume al Nazionale proseguirà domani. Dopo un dibattito appassionato, per 97 voti a 82 (5 astenuti), il Nazionale ha approvato economie per 50 milioni - su un budget di poco più di 5,4 miliardi - nel settore del personale. Se per la destra questo sacrificio è sopportabile, la sinistra, appoggiata da diversi PPD, ha sostenuto che un taglio lineare rappresenta una misura punitiva, poiché tocca tutti i dipartimenti indistintamente, anche quelli che hanno già risparmiato in passato. Inoltre, vi è il rischio che l'esecuzione di determinate decisioni sostenute dal parlamento, come l'aumento delle guardie di confine, debba essere rinviata in assenza di mezzi sufficienti, ha sostenuto Marina Carobbio-Guscetti (PS/TI). La Ticinese ha parlato di tagli al personale arbitrari, come dimostra il fatto che negli anni scorsi, quando si è constatato che la Confederazione non riusciva a rispettare certi obiettivi, il parlamento è stato obbligato a votare dei crediti aggiuntivi l'anno seguente. "Una riduzione di questa portata", ha sottolineato Maria Roth-Bernasconi (PS/GE), significa il licenziamento immediato di 100 persone solo nel Dipartimento della difesa. Non è possibile pretendere sempre più dall'amministrazione, ma poi negarle i mezzi per portare a termine i compiti affidategli, ha aggiunto la socialista, facendo notare che il budget 2014 non è soltanto equilibrato, ma rispetta anche il freno all'indebitamento. Per la destra, Olivier Feller (PLR/VD) ha invitato a "sdrammatizzare" la situazione, non poi così catastrofica come viene descritta. "In fondo si tratta di tagliare lo 0,91% delle spese totali per il personale federale", ha sottolineato. Thomas Aeschi (UDC/ZH) ha difeso il taglio lineare con la necessità di frenare la tendenza al rialzo del personale federale constatata negli ultimi anni. La decurtazione proposta rappresenta all'incirca 250 posti di lavoro, ha precisato Aeschi. Dal canto suo, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, opposta al taglio, ha affermato che i dipartimenti s'impegnano già a tenere sotto controllo le spese per il personale. "Un taglio di 50 milioni non ci permetterà di assumere il personale di cui abbiamo bisogno a livello di guardie di confine, dogane, nelle procedure d'asilo", ha spiegato la ministra delle finanze. La Camera del popolo ha poi deciso (92 voti a 78 e 8 astenuti) anche di amputare di 150 milioni - su 4,4 miliardi di franchi - la voce di bilancio "beni e servizi". Anche in questo frangente, il campo rosso-verde e parte dei PPD, ha lottato invano contro una simile misura, sostenendo che un taglio simile significa il rinvio di lavori già decisi o il loro annullamento, e quindi ulteriori licenziamenti. Marina Carobbio-Guscetti ha tra l'altro accennato al rischio che i lavori di ampliamento al Museo Vela di Ligornetto (TI) vengano posticipati a tempi migliori.
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