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Svizzera
CN: strategia energetica, no aumento tassa C02 per il momento
Redazione
12 anni fa

La svolta ecologica propugnata dalla strategia energetica 2050 passa anche attraverso la riduzione delle emissioni a effetto serra di automobili e veicoli commerciali e un aumento - fino a un massimo di 450 milioni di franchi l'anno - dei mezzi finanziari provenienti dalla tassa sul C02 che colpisce i combustibili destinati al risanamento energetico degli edifici. Per ora, il plenum non vuole alcun incremento del prelievo fiscale sui combustibili, che rimane fermo a 60 franchi per tonnellata di C02 prodotta. Anche oggi, come nei giorni scorsi, PLR e UDC hanno tentato di edulcorare le misure proposte dal Consiglio federale. Particolarmente indigesti gli inasprimenti in materia di emissioni dei veicoli. Per il plenum, le emissioni di gas serra per le automobili da turismo nuove dovranno essere portate entro il 2020 a 95 grammi di C02/Km in media (fine 2015: 130 g di C02/km). Per trattori a sella leggeri - veicoli costruiti per trainare semirimorchi n.d.r - e i veicoli commerciali (fino a 3,5 tonnellate) è prevista una riduzione delle emissioni a 175 g di C02 in media entro il 2017 e 147 g C02 in media entro il 2020. La proposta dell'UDC di rallentare il ritmo di riduzione (175 g C02/km entro il 2020) è stata bocciata per 131 voti a 62. Per questi due partiti, in merito agli obiettivi di riduzione per le emissioni delle automobili, ci si dovrebbe orientare a quanto si fa in Europa, evitando così di penalizzare i consumatori svizzeri, comprese le aziende, che dovranno sborsare di più per rinnovare il parco macchine. Molto criticato da destra anche il prospettato aumento della tassa sul C02. L'UDC ha paventato gravi ripercussioni economiche, specie per le imprese, che potrebbero decidere di delocalizzare la produzione all'estero. Al voto, il plenum ha respinto la proposta del Consiglio federale di innalzare la soglia minima della tassa sul C02 che colpisce i combustibili portandola da 36 franchi a 84 franchi per tonnellata, preferendo la versione attuale della legge che dà al governo un certo margine di manovra.

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