
Gli accordi fiscali siglati dalla Svizzera con Germania, Gran Bretagna e Austria hanno ottenuto l'approvazione anche della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale. L'analoga commissione degli Stati aveva fatto altrettanto martedì scorso. Le Camere se ne occuperanno nella sessione estiva. I trattati prevedono l'introduzione di una tassa per regolarizzare i fondi depositati "in nero" in Svizzera, nonché l'imposizione alla fonte dei futuri redditi da capitale. Presentati dal Consiglio federale come una soluzione che permette di conservare il segreto bancario, evitando lo scambio automatico di informazioni chiesto dall'Unione europea, gli accordi - in particolare quello con Berlino - sono criticati in Svizzera soprattutto dall'UDC. Gli accordi con Berlino e Londra sono stati adottati, rispettivamente, con 12 voti contro 7 e 6 astenuti, e con 11 voti contro 7 e 7 astenuti, ha precisato questa sera alla stampa il presidente della commissione Christophe Darbellay (PPD/VS). L'accordo con Vienna è stato accolto con 19 voti senza opposizione e 6 astenuti. Contro gli accordi con Germania e Gran Bretanga si sono pronunciati i democentristi che non digeriscono la possibilità, concessa all'autorità tedesca di sorveglianza dei servizi finanziari, di procedere a controlli in Svizzera e la mancanza di garanzie solide contro l'utilizzo di dati bancari rubati. A favore dell'accordo si sono pronunciati gli esponenti del PLR e del PPD, mentre le astensioni provengono dai deputati di sinistra. Con il sì della commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale, sebbene meno netto di quello dell'analoga commissione degli Stati, gli accordi hanno buone possibilità di superare in giugno lo scoglio parlamentare e, in linea di principio, potrebbero entrare in vigore il primo gennaio prossimo. Il condizionale è comunque di rigore perché ci sono ancora due ostacoli da superare: l'eventuale referendum minacciato dall'UDC e l'approvazione del trattato con Berlino da parte della Camera dei Länder (Bundesrat), dove l'opposizione di sinistra - contraria - ha la maggioranza. ATS
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