
Il servizio civile continuerà a essere 1,5 volte più lungo del servizio militare, a prescindere dalle circostanze. Il Consiglio nazionale ha approvato stamani questo dossier, rinunciando a introdurre condizioni intese a correggere un eccessivo afflusso di persone verso il servizio civile a scapito del militare. La soppressione dell'esame di coscienza era già stata accolta da entrambe le Camere. Il fatto che le persone che accettano di compiere 390 giorni di servizio civile, contro i 260 giorni di servizio militare per un soldato semplice, costituisce una prova sufficiente dell'esistenza di un conflitto di coscienza, secondo le Camere. In nome degli interessi superiori della difesa, il Consiglio nazionale proponeva tuttavia una soluzione di emergenza. La durata del servizio civile - 1,5 volte quella del servizio militare - doveva poter essere aumentata fino a un fattore di 1,8 volte, "quando le necessità in personale dell'esercito non sono state coperte per tre anni consecutivi a causa dell'aumento parallelo del numero delle persone ammesse al servizio civile". Con 91 voti contro 84, la Camera del popolo si è alla fine allineata a quella dei cantoni, stralciando questo emendamento. Una maggioranza che ha riunito lo schieramento rosso-verde e i partiti di centro ha ritenuto che non vi fossero ragioni per punire coloro che invocano un conflitto di coscienza. "Riservarsi la possibilità di aumentare la durata del servizio civile non costituisce inoltre la buona risposta per risolvere i problemi dell'esercito", ha sottolineato Hans Widmer (PS/LU). Questa condizione non è stata gradita nemmeno da Doris Leuthard. "Si tratta di un limite inutile, tanto più che si riferisce a uno scenario di crisi che ha scarse possibilità di avverarsi", ha rilevato la ministra dell'economia, da cui il servizio civile dipende. Per la minoranza di destra, la precedenza va data all'obbligo di servire militare. Chi sceglie il servizio civile è comunque già svantaggiato poiché è tenuto a servire per un periodo più lungo rispetto a un soldato, ha sostenuto invano Walter Müller (PLR/SG). Anche Thomas Hurter (UDC/SH) ha espresso la convinzione che "se si ha veramente un problema di coscienza, si è pronti a compiere un servizio civile 1,8 volte più lungo di quello militare". Il dossier è ora pronto per affrontare la votazione finale di venerdì 3 ottobre. In futuro, i candidati al servizio civile dovranno semplicemente dichiarare in una richiesta scritta che non possono conciliare il servizio militare con la loro coscienza. ATS
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