
Le scuole svizzere all'estero beneficeranno di maggiore flessibilità nella rispettiva gestione. È quanto prevede la revisione della legge sulla trasmissione della formazione svizzera all'estero, adottata oggi dal Consiglio nazionale, con 155 voti contro 29 e 1 astenuto. Rispetto al testo approvato in dicembre dagli Stati, la Camera del popolo ha tuttavia apportato una modifica minore concernente la "svizzeritudine" degli istituti. Questa revisione della legge consente di rafforzare le scuole elvetiche nella trasmissione della formazione e della cultura svizzera all'estero, ha dichiarato Mathias Reynard (PS/VS) a nome della commissione. Attualmente, la Confederazione sostiene 17 scuole elvetiche attive oltre i confini nazionali, la maggior parte delle quali situate in Europa e in America latina. Questi istituti accolgono in totale 7'200 allievi, di cui 1'800 Svizzeri. Tali scuole costituiscono un contributo all'immagine della Svizzera all'estero, hanno rilevato diversi oratori. Il credito annuale destinato a questi istituti è di 20 milioni di franchi l'anno. Con la revisione della legge, il sostegno non verrebbe concesso annualmente, ma sotto forma di credito quadriennale, assicurando così maggior sicurezza alle scuole per la pianificazione su più anni delle rispettive attività. I deputati hanno discusso in particolare dell'introduzione di una percentuale minima di allievi svizzeri che permettano alle scuole elvetiche all'estero di ricevere le sovvenzioni. L'UDC, dapprima sostenuta poi abbandonata dal PS, proponeva di fissare una quota del 10%, mentre la revisione della legge vuole cancellare ogni limite. La Camera del popolo ha preferito optare a larga maggioranza per una proposta di Elisabeth Schneider-Schneiter (PPD/BL) con cui si chiede che tutti i bambini svizzeri che soddisfano le condizioni richieste abbiano un accesso garantito agli istituti. Questa variante evita di dover iscrivere nella legge un limite preciso, ciò che ostacolerebbe la libertà delle scuole, ha sottolineato Jean-François Steiert (PS/FR). Il Nazionale ha peraltro respinto, con 91 voti contro 90 e 1 astenuto, una proposta del PPD che mirava ad alleggerire le esigenze finanziarie imposte agli enti svizzeri che desiderano fondare una scuola all'estero. Questi devono poter finanziare al minino la metà dei costi, hanno sostenuto diversi oratori borghesi, che si sono così allineati al Consiglio federale. Un'altra disposizione permette inoltre alla Confederazione di cedere gratuitamente o a condizioni preferenziali immobili agli istituti elvetici all'estero riconosciuti o a fondazioni a loro legate. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi su questo aspetto per eliminare l'ultima divergenza con la Camera del popolo.
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