
Il modo con cui la Confederazione intende ritirarsi dall'UBS non sarà oggetto di una discussione pubblica. Tale decisione ha infatti ripercussioni sulla borsa, ha indicato oggi in Consiglio nazionale il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, nell'ambito dell'esame del consuntivo 2008 della Confederazione. La decisione relativa alla sostituzione del credito di sostegno di sei miliardi di franchi, concesso dalla Confederazione alla grande banca lo scorso ottobre sotto forma di prestito convertibile, sarà presa dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) soltanto in collaborazione con l'UBS, la FINMA e la Banca nazionale svizzera (BNS). Merz ha risposto in questo senso a una domanda del presidente del PS Christian Levrat (FR). "È ovvio - ha precisato il presidente della Confederazione - che i criteri saranno formulati insieme. Lo stesso dicasi per le decisioni e per la loro pubblicazione". La decisione sul ritiro dovrà essere presa con la massima responsabilità e cura. "Ciò significa - ha aggiunto Merz - che l'UBS dovrà aver ritrovato la necessaria stabilità". Il periodo di sei mesi nel quale la Confederazione non può agire scade il 9 giugno. Trascorsa questa data, Berna può convertire il prestito di sei miliardi di franchi e vendere a terzi le relative azioni o semplicemente il prestito. Obiettivo: ricuperare almeno il capitale iniettato nella banca. ATS
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