
Il primo capitolo della riforma dell'IVA è ancora fermo sul problema dell'esenzione delle organizzazioni sportive, culturali o di utilità pubblica senza scopo lucrativo. Il Consiglio nazionale, occupandosi delle divergenze, ha comunque compiuto stamani un gesto verso il Consiglio degli Stati, proponendo un compromesso. La Camera del popolo voleva esonerare queste organizzazioni quando la loro cifra d'affari è inferiore a 300'000 franchi annui. In questo modo, il Nazionale ha voluto mettere le mani avanti, dato che il Consiglio federale proponeva di compiere questo gesto soltanto nella seconda parte della riforma. Con un voto di scarto, il Consiglio degli Stati non ha voluto saperne e ha deciso di continuare ad applicare la regola generale prevista dalla revisione generale, ossia prevedere un esonero per le cifre d'affari inferiori a 100'000 franchi annui. A titolo di compromesso, il Consiglio nazionale propone ora di fissare il limite a 150'000 franchi, vale a dire lo stesso applicato attualmente. Per il resto, a parte una divergenza formale, i deputati si sono adeguati alla proposta dell'altra Camera. Contro il parere dello schieramento rosso-verde, la Camera del popolo si è allineata a un'entrata in vigore della legge il primo gennaio 2010. Il primo capitolo della riforma non comprende il progetto di tasso IVA unico al 6,1% e nemmeno i progetti di estendere l'imposta a una ventina di settori, tra i quali la salute e il sociale. Molto contestati, questi aspetti saranno trattati dal parlamento in un secondo tempo. ATS
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