
Prosegue la polemica sulla revoca dell'immunità parlamentare di Toni Brunner (UDC/SG). Con 96 voti contro 75 e 14 astenuti, il Consiglio nazionale ha ribadito oggi la decisione di "consegnare alla giustizia" il consigliere nazionale sangallese e presidente dell'UDC. La domanda di abolizione dell'immunità di Toni Brunner rientra nel quadro della vicenda Blocher-Roschacher, che occupa i media dal 2007. Il presidene dell'UDC è sospettato da un procuratore federale straordinario di aver violato il segreto d'ufficio, trasmettendo documenti confidenziali della Commissione di gestione allo stato maggiore dell'allora consigliere federale e ministro di giustizia Christoph Blocher. A nome della commissione, Carlo Sommaruga (PS/GE) ha sottolineato l'importanza della regola della confidenzialità delle sedute commissionali, soprattutto per la commissione della gestione. "La violazione flagrante del segreto d'ufficio dev'essere perseguita anche nei confronti di un parlamentare", ha sottolineato Sommaruga. Difendendo il collega di partito, Oskar Freysinger (UDC/VS) ha dal canto suo sostenuto che il procuratore federale straordinario non aveva nemmeno posto l'interessato sotto accusa e che tale accusa avrebbe dovuto precedere la domanda di revoca dell'immunità. "Questo aspetto - gli ha replicato Sommaruga - è già stato risolto dal Tribunale penale federale, secondo cui la procedura seguita è corretta". I consiglieri nazionali avevano già deciso di togliere l'immunità a Toni Brunner il primo ottobre scorso, con 114 voti contro 73, mentre il Consiglio degli Stati, pur entrando in materia, aveva respinto la revoca dell'immunità lo scorso dicembre con 24 voti contro 15. Contrariamente a quella del popolo, la Camera dei cantoni aveva ritenuto più opportuno puntare sul diritto disciplinare interno del parlamento. Ora, i senatori dovranno ripronunciarsi. Ove confermassero il loro rifiuto, la procedura non andrà oltre. ATS
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