
Con 66 voti contro 62 e 56 astenuti (UDC), il Consiglio nazionale ha invitato oggi popolo e cantoni a votare "sì" all'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive" e "sì" al controprogetto diretto, elaborato nel corso del dibattito odierno. Conformemente a quanto previsto dalla legislazione, il Nazionale raccomanda poi di dare la preferenza al controprogetto. Il dossier va ora agli Stati. La parola d'ordine risicata del Nazionale è frutto di tattiche incrociate. La sinistra chiede che la votazione popolare si svolga il più rapidamente possibile e vuole evitare che il parlamento annacqui eccessivamente le misure previste per far fronte alla problematica delle retribuzioni abusive. La sinistra ha dunque sostenuto sia l'iniziativa che il controprogetto. PPD, PLR e PBD hanno respinto l'iniziativa. Per convincere i cittadini, queste formazioni politiche puntano sul controprogetto diretto i cui contenuti sono, a loro modo di vedere, meglio adatti alle necessità dell'economia rispetto a quelli dell'iniziativa dell'imprenditore sciaffusano Thomas Minder. La debole maggioranza a favore sia del controprogetto che dell'iniziativa è stata raggiunta nonostante l'astensione dell'UDC. I democentristi, che non sono riusciti a far passare la loro proposta intesa a risolvere il problema attraverso una revisione del diritto della società anonima, non ha voluto sostenere il controprogetto diretto della commissione del Nazionale. La proposta dell'UDC di rinunciarvi semplicemente è stata respinta con 128 voti contro 59. Indispettita, l'UDC ha poi rinunciato a prendere parte alla votazione sulla parola d'ordine. Da qui le 56 astensioni. Dal canto suo, la consigliera federale Widmer-Schlumpf ha auspicato che il popolo possa scegliere tra due testi, precisando di preferire il controprogetto diretto. Prima di votare, i partiti si sono accusati a vicenda. Pirmin Schwander (UDC/SZ) se l'è presa con la sinistra, rimproverandole di sostenere il controprogetto diretto unicamente per motivi tattici. I cittadini - gli ha risposto Daniel Jositsch (PS/ZH) - ne hanno abbastanza di dirigenti aziendali che si riempiono le tasse in modo spudorato e, di conseguenza, a loro non interessa sapere se sia l'iniziativa o il controprogetto il miglior strumento per agire. Anche Gabi Huber (PLR/UR) se l'è presa con l'UDC, rimproverandole di "condurre una politica demolitrice", sostenendo l'iniziativa. Il controprogetto - ha ricordato - in molti punti è più incisivo e "non è dunque vero che è stato annacquato". ATS
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