
Permangono una trentina di divergenze - e talune non da poco - tra i due rami del Parlamento dopo la prima lettura del preventivo 2018 della Confederazione. Il Consiglio nazionale ha concluso stasera il suo dibattito maratona di tre giorni, dando prova di minor generosità rispetto agli Stati nei confronti della formazione e della ricerca, e risparmiando dai tagli l'agricoltura. Inoltre, la Camera del popolo ha deciso di attribuire interamente all'AVS la totalità dei soldi risparmiati dopo la bocciatura alle urne della Previdenza 2020. Domani toccherà alla Camera dei cantoni pronunciarsi sulle divergenze. Il preventivo uscito dai dibattiti del Nazionale prevede spese superiori di 225 milioni rispetto al progetto governativo. Le uscite ammontano infatti a 71,44 miliardi di franchi, le entrate 71,32 miliardi. Nel voto finale la versione della Camera del popolo è stata accolta con 124 voti contro 66 (unicamente dell'UDC) e un astenuto. Il budget 2018 è tuttavia conforme al freno all'indebitamento, con un margine di 21 milioni di franchi, ha sottolineato Daniel Brélaz (Verdi/VD) a nome della commissione. La versione uscita dai dibattiti degli Stati prevede dal canto suo un saldo positivo di 32,8 milioni. Domani - come detto - il dossier passa alla Camera dei cantoni per appianare le divergenze. In considerazione dei rapporti di forza diversi tra i due rami del Parlamento (agli Stati l'UDC dispone di molti meno rappresentanti, ndr.) è probabile che su parecchi punti i "senatori" si esprimeranno diversamente rispetto ai colleghi del Nazionale, obbligando questi ultimi a pronunciarsi di nuovo.
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