
Il Consiglio nazionale non vuole nuove centrali nucleari in Svizzera. Con una maggioranza di due contro uno, la Camera del popolo ha approvato tre mozioni vicine alla posizione del Consiglio federale, che propone di abbandonare l'energia nucleare a tappe entro il 2034. Le cinque centrali in funzione - sempre secondo la Camera del popolo - non devono però essere disattivate anticipatamente. Interventi parlamentari favorevoli a uno spegnimento anticipato e precipitoso non hanno avuto alcun successo. Il Nazionale ha accolto le mozioni dei Verdi, del PPD e del Partito borghese democratico (PBD). Dapprima, con 108 voti contro 76 e 9 astenuti, il Nazionale ha approvato la mozione degli ecologisti. Chiede che la Svizzera abbandoni l'energia nucleare "il più presto possibile". La Camera ha tuttavia respinto il secondo punto di questa mozione ecologista, che chiedeva al Consiglio federale di indicare già alla fine dell'anno in corso i provvedimenti da adottare. Con 101 voti contro 54 e 36 astenuti, il plenum ha detto sì a una mozione di Roberto Schmidt (PPD/VS): sinistra e PPD si sono espressi a favore, l'UDC contro, mentre il PLR - come aveva annunciato - si è astenuto. La mozione chiede che nessuna autorizzazione generale sia rilasciata per la costruzione di centrali nucleari. Quelle in funzione che ancora sono conformi alle esigenze di sicurezza potranno continuare a essere sfruttate e saranno spente progressivamente. La mozione sollecita anche il Consiglio federale a sostenere le energie rinnovabili e l'efficienza energetica. Con 99 voti contro 54 e 37 astenuti (PLR), la Camera del popolo ha anche approvato una mozione del PBD secondo cui non saranno rilasciate autorizzazioni di costruzione per nuove centrali atomiche. ATS
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