Cerca e trova immobili
Svizzera
CN: per esercito 5 miliardi di franchi dal 2016
Redazione
13 anni fa

Il budget dell'esercito sarà di cinque miliardi di franchi all'anno a partire dal 2016. Il Consiglio nazionale, con 98 voti contro 63 e due astensioni, ha adottato oggi una mozione nella formulazione voluta degli Stati. Si conclude così un lungo braccio di ferro tra parlamento e governo, che per oltre due anni ha insistito su crediti più contenuti per le forze armate. La Camera dei Cantoni lo scorso 18 settembre ha modificato il testo della mozione della Commissione della politica di sicurezza (CPS) del Nazionale che avrebbe voluto garantire i 5 miliardi all'esercito sin dall'anno prossimo. I "senatori", assolutamente d'accordo sulla somma, hanno però giudicato i tempi troppo stretti. Da un lato, l'elaborazione del preventivo 2014 già molto avanzata avrebbe, a loro avviso, impedito un adeguamento per l'anno venturo; dall'altro, l'esercito non avrebbe potuto procedere ad acquisizioni supplementari nel prossimo biennio perché i progetti di armamento richiedono tempo. Sul nocciolo della questione i giochi comunque erano fatti. Alla fine di ottobre il Consiglio federale si è piegato al parlamento. In precedenza si era sempre battuto per un innalzamento massimo del budget delle forze armate dagli attuali 4,4 a 4,7 miliardi di franchi. Il conflitto tra esecutivo e legislativo è durato oltre due anni. Le due Camere avevano infatti fissato il limite di spesa a 5 miliardi nel settembre 2011. Per il parlamento solo questa somma permette di acquistare 22 aerei da combattimento Gripen, garantisce un esercito di 100'000 uomini e l'equipaggiamento della truppa. Il governo ha però continuato a mantenere un tetto di spesa di 4,7 miliardi argomentando che la legge lo autorizza a non rispettare un voto riguardante la pianificazione dell'esercito. Per far cedere il Consiglio federale, il parlamento ha allora impugnato lo strumento della mozione, definitivamente adottata oggi. Per il 2014 e il 2015 varrà un tetto di spesa di 4,7 miliardi di franchi. A nome della CPS, Corina Eichenberger-Walther (PLR/AG) e Luc Barthassat (PPD/GE) hanno difeso il compromesso adottato dagli Stati. A loro avviso quest'ultimo permette di raggiungere l'obiettivo centrale dei 5 miliardi necessari per garantire all'esercito sicurezza nella pianificazione e per colmare in parte le importanti lacune in materia di armamento. Una minoranza commissionale, difesa da Evi Allemann (PS/BE), ha invece continuato a sostenere che 4,7 miliardi di franchi bastino per coprire i bisogni di un esercito ridimensionato. Invano si è battuta contro l'adozione del compromesso degli Stati. Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale della difesa, ha visto nell'esito del voto un "compromesso amichevole".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata