
Nel suo ultimo intervento in Parlamento dopo quasi vent'anni trascorsi sotto il Cupolone, il consigliere nazionale ticinese Fulvio Pelli (PLR) ha tenuto a ringraziare i colleghi e si è congedato con una annotazione umoristica destinata alla socialista basilese Susanne Leutenegger Oberholzer (che proprio oggi compie 66 anni). Pelli è poi stato salutato degli altri deputati con un lungo e caloroso applauso. "Susanne Leutenegger Oberholzer ha lavorato con me per molti anni" nella Commissione dell'economia e dei tributi, ha spiegato Pelli precisando di non essere stato "quasi mai d'accordo" con lei. Per questo motivo, il ticinese ha deciso di offrirle il libro "37 Gründe, um liberal zu sein" ("37 motivi per essere liberale"). In precedenza Pelli aveva voluto "ringraziare tutti, perché in questo Parlamento ho potuto discutere, affrontare problemi, combattere, confrontarmi con colleghi, in un modo molto costruttivo e molto utile". L'ex presidente del PLR ha anche auspicato che le Camere federali continuino a ricercare la comprensione reciproca anche in futuro. Al termine dei dibattiti odierni, il presidente del Consiglio nazionale Ruedi Lustenberger (PPD/LU) ha reso omaggio a Pelli, definendolo uomo "competente e deciso che ha sempre lottato per una politica economica e sociale liberale". "Fulvio Pelli difende le sue opinioni in modo eloquente, chiaro e sobrio, spesso con ironia e charme", ha affermato Lustenberger. Il ticinese ha anche il pregio "di saper ascoltare e di saper riflettere prima di parlare". Il presidente del Nazionale ha poi concluso il suo intervento augurando a Pelli, in italiano, "un futuro ricco di tante belle soddisfazioni". Ne è seguito un lungo e caloroso applauso. A inizio mattinata, durante il dibattito relativo alla Legge sui cartelli, Fulvio Pelli ha tenuto un lungo discorso che il Consigliere nazionale Jean-François Rime (UDC/FR) non ha esitato a definire "testamento politico di un buon parlamentare". Per il ticinese, il "probabile fallimento" della revisione della citata legge "conferma la grande difficoltà del Consiglio federale, ma soprattutto del Parlamento, a riformare il nostro sistema legislativo adattandolo al mondo che cambia". Pelli ha sottolineato che in passato "la capacità di adattamento e di modernizzazione del nostro sistema politico e giuridico" ha permesso alla Svizzera di "giocare in 'Lega internazionale A'" e di essere in testa a molte classifiche internazionali. Oggi, però, "le nostre autorità, ma anche le grandi lobby del sistema economico svizzero dominate per troppi anni da manager arroganti che disprezzavano la politica e il popolo, hanno perso la capacità di guardare in avanti, di prevedere il possibile futuro del paese e di costruire soluzioni efficaci". "Noi parlamentari - ha proseguito Pelli - tendiamo a nasconderci dietro affermazioni di principio, ci rifiutiamo di discutere con le altre forze politiche e preferiamo essere minoranze inefficaci che producono centinaia di proposte parlamentari inutili e iniziative popolari dubbiose", piuttosto che cercare soluzioni costruttive con i partner politici. Conseguenza: "perdiamo la fiducia della popolazione e il risultato è un Paese politicamente dominato dalla paura, ciò che favorisce una destra improduttiva e delle decisioni come quella del 9 febbraio" (quando è stata approvata l'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa", ndr). Per Pelli il Paese è "gestito da una coalizione artificiale di centro-sinistra che cerca di riunire, senza progetti politici, le ambizioni di potere di troppe persone e di troppi partiti". Il risultato è "il fallimento di quasi tutte le principali riforme avviate in campo economico e sociale", e l'esito della modifica della Legge sui cartelli ne è una prova.
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