
I pedofili autori di infrazioni gravi non devono più esercitare attività a contatto con bambini per un periodo che va da un minimo di 10 anni fino ad una sospensione a vita. È quanto ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare di Marche Blanche presentato sotto la forma di una revisione del Codice penale. In aula, gli schieramenti erano divisi in tre blocchi: il primo, che rappresentava anche la maggioranza della commissione preparatoria, sosteneva le proposte del Consiglio federale, già approvate dagli Stati, che prevedono appunto un divieto di esercitare attività a contatto con i bambini o adulti vulnerabili per un periodo di dieci anni. In base alle disposizione adottate, un giudice potrà comunque pronunciare una interdizione definitiva se c'è rischio di recidiva. Un secondo blocco, composto da esponenti dello schieramento rosso-verde, non voleva obbligare un giudice a prendere una decisione così drastica, e voleva lasciare maggiori margini di manovra ai magistrati. Una terza minoranza, formata essenzialmente da UDC, voleva invece un divieto a vita indipendentemente dalla gravità del reato. L'iniziativa popolare di Marche Blanche, depositata nell'aprile del 2011, chiede di introdurre nella Costituzione federale un nuovo articolo che vieti a "chi è condannato per aver leso l'integrità sessuale di un fanciullo o di una persona dipendente" di esercitare "un'attività professionale od onorifica a contatto con minorenni o persone dipendenti". Per contrastare tale iniziativa, ritenuta contraria al principio di proporzionalità poiché non lascia alcun margine di manovra ai giudici, il Consiglio federale ha presentato una revisione del codice penale. Per il governo il suo progetto è più completo poiché estende, ad esempio, il divieto di avere contatti con bambini pure al di fuori dalle attività professionali.
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