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Svizzera
CN: ok a controprogetto iniziativa "Sì alla medicina di famiglia"
Redazione
13 anni fa

Urge sostenere i medici generalisti. Ne è convinto il Consiglio nazionale che, messo sotto pressione da un'iniziativa popolare, con 123 voti contro 40 ha adottato il controprogetto del Consiglio federale, rafforzato dagli Stati. Con 66 voti a 59 e 57 astenuti (in gran parte UDC), la Camera del popolo ha poi raccomandato, come quella dei cantoni, di respingere l'iniziativa popolare "Sì alla medicina di famiglia". Il controprogetto ritorna agli Stati per alcune divergenze. Il Consiglio nazionale ha anche trasmesso tacitamente una mozione che sostiene il Piano direttore del consigliere federale Alain Berset, inteso a rafforzare la medicina di famiglia, varando al più presto misure concrete. L'idea è anche di incoraggiare gli autori a ritirare l'iniziativa. Sebbene le rivendicazioni dei medici siano state considerate legittime, la formulazione delle loro esigenze nell'iniziativa è stata criticata. Perciò è stato preferito il controprogetto diretto che costituisce un compromesso tra l'iniziativa e le proposte contenute nel Piano direttore del consigliere federale Alain Berset. La Svizzera annovera 0,6 medici di famiglia ogni 1000 abitanti, quando ce ne vorrebbe almeno uno, ha ricordato a nome della commissione Marina Carobbio (PS/TI). "La penuria è evidente, ma non occorre privilegiare una professione particolare", ha aggiunto. Per questo, il controprogetto propone un articolo costituzionale sulla medicina di base molto più ampio. Solo l'UDC, sostenuta da qualche deputato PLR, tra cui il ticinese Ignazio Cassis, ha contestato la necessità di ancorare nella Costituzione disposizioni in favore di una determinata categoria. "È assolutamente illiberale voler garantire l'accesso a una professione e la sua rimunerazione", ha esclamato Toni Bortoluzzi (UDC/ZH) a nome della minoranza dell'UDC, contraria sia all'iniziativa che al controprogetto. "I premi malattia - ha ammonito - aumenteranno automaticamente". "Se rimaniamo con le mani in mano metteremo in pericolo la copertura in cure mediche della popolazione", ha replicato Pierre-Alain Fridez (PS/JU), a sua volta medico di famiglia. Benché il riconoscimento nella Costituzione di uno statuto particolare per una professione rappresenti effettivamente un unicum, non farlo significherebbe "misconoscere l'importanza per la popolazione dei generalisti", ha aggiunto Silvia Schenker (PS/BS). Fabio Regazzi (PPD/TI) ha sottolineato le difficoltà della medicina di famiglia, che non potranno che acuirsi se non si corre ai ripari. L'evoluzione demografica - ha aggiunto - avrà ripercussioni significative nei prossimi anni per quanto riguarda la carenza dei medici di famiglia. Riferendosi al Ticino, Regazzi ha indicato che entro il 2030 mancheranno 328 medici di famiglia. Si tratta di intervenire a livello della formazione. L'iniziativa solleva un problema importante, ma creerebbe una disparità di trattamento. Il deputato ticinese ha però detto di riconoscere nel controprogetto soluzioni migliori, poiché non mette al centro una professione particolare e crea condizioni adeguate, concedendo un ruolo sussidiario alla Confederazione. Fabio Regazzi ha dunque invitato a sostenere il controprogetto. Nel suo intervento, Marco Romano (PPD/TI) ha sottolineato che senza la medicina di base, senza i medici di famiglia, il sistema sanitario diventa instabile e inefficace. Viene meno la base di contatto con il cittadino-paziente. Ricordando che il problema è reale, Romano si è chiesto: "Vogliamo solo medici specialisti? Vogliamo perdere la tradizione del medico di famiglia?". Dopo aver ricordato che, entro il 2025, in Svizzera occorreranno 4'500 nuovi medici di famiglia, il deputato ticinese ha espresso sostegno sia all'iniziativa che al controprogetto. ATS

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