
Le persone che scelgono il servizio civile non vanno impiegate nel sostegno alla formazione e all'educazione scolastica. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale per 94 voti a 82 affrontando la revisione della Legge sul servizio civile. L'esame del dossier prosegue. Il plenum ha seguito le raccomandazioni della commissione preparatoria: quest'ultima teme che una simile estensione delle possibilità di impiego per i civilisti venga sfruttata a lungo termine per compensare la carenza di docenti. Il consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI) ha giudicato inutile e troppo imprecisa la proposta del Consiglio federale. "Che cosa faremo fare a queste persone per otto ore? Correggere i compiti?", si è chiesto Romano. Per il Ticinese i civilisti non dispongono delle competenze necessarie per un simile impiego. A detta del deputato PPD, i cantoni sono d'accordo con la proposta del Governo, perché intravvedono la possibilità di ottenere gratis prestazioni per le quali dovrebbero pagare. Una minoranza di sinistra si è battuta per il progetto governativo. Evi Allemann (PS/BE) ha ricordato che l'impiego di civilisti è già una realtà nella scuole integrative per bambini con disabilità. Non vi sono quindi motivi per respingere la proposta dell'Esecutivo, che d'altronde risponde ai desideri di molti cantoni. Aline Trede (Verdi/BE) ha ricordato le esperienze positive raccolte nel canton Zurigo con l'impiego di civilisti durante le lezioni di ginnastica. Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha affermato che i civilisti non verrebbero utilizzati nell'insegnamento, ma in altri compiti, come la sorveglianza di bambini e ragazzi durante la pausa pranzo, la ricreazione, le gite. Il ministro dell'economia, della formazione e della ricerca ha citato poi tutta una serie di possibilità di impiego nelle scuole per chi sceglie il servizio civile: dall'aiuto in biblioteca alla ricerca di testi scientifici per i docenti.
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