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Svizzera
CN: no farmaci per pena di morte, ricetta sempre obbligatoria
Redazione
11 anni fa

L'esportazione dei medicinali destinati all'esecuzione di esseri umani deve essere vietata e i medici dovranno continuare a prescrivere ricette anche nei casi urgenti. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale trattando la revisione della Legge sugli agenti terapeutici in occasione della sessione speciale. Il dossier torna agli Stati per delle divergenze. La Camera del popolo non ha dato seguito a una proposta di minoranza proveniente dall'UDC e ha mantenuto il divieto di esportazione per medicinali destinati alle pene capitali. I democentristi hanno comunque sottolineato di non essere a favore delle esecuzioni, ma hanno sostenuto che le sostanze in questione non servono solo al boia, ma hanno anche altri utilizzi medici. In un dibattito a tratti molto tecnico, i deputati hanno anche deciso - con 108 voti contro 78 e 1 astenuto - che le imprese farmaceutiche che mettono a punto medicamenti per malattie rare e li immettono sul mercato, devono essere ricompensate con un monopolio commerciale di 10 anni. Thomas de Courten (UDC/BL), a nome della commissione, ha affermato che "bisogna favorire le aziende che portano novità sul mercato, come già avviene ad esempio negli Stati Uniti". Gli Stati avevano proposto 15 anni di esclusività sui dati riguardanti il farmaco. "Non ci piacciono i monopoli, ma si tratta di una situazione limitata nel tempo", che incentiverà le aziende a investire in settori per cui in Svizzera non si fa abbastanza, ha aggiunto Daniel Stolz (PLR/BL). Meno convinti i rappresentati della sinistra: uno degli obiettivi della revisione della legge è sviluppare nuove terapie e farmaci per bambini e malattie rare, hanno spiegato Bea Heim (PS/SO) e Marina Carobbio Guscetti (PS/TI), ma dare una totale esclusività del mercato a qualcuno instaurerebbe un vero e proprio monopolio di 10 anni, portando ad un'esplosione dei prezzi e ad un freno alla concorrenza. Simile la posizione del consigliere federale Alain Berset: non è tramite l'esclusività del mercato che si ottengono i risultati sperati, ma piuttosto tramite l'esclusività dei dati relativi ai medicamenti. Secondo i deputati, i medici devono poi continuare a prescrivere ricette. Questo principio - approvato tacitamente e senza discussioni - va contro quello espresso dagli Stati, che in casi urgenti e in altri casi stabiliti dal Consiglio federale vuole che i farmacisti possano somministrare medicinali soggetti a prescrizione anche senza ricetta. I parlamentari, seguendo il consiglio della commissione, hanno anche tacitamente deciso che i farmaci comparabili a medicamenti che si trovano sul mercato europeo da almeno dieci anni devono poter avere un accesso facilitato al mercato elvetico. Il Consiglio degli Stati aveva respinto una proposta in tal senso. Berset ha chiesto vanamente di respingere questo punto, che rischierebbe di abbassare la qualità dei prodotti presenti in Svizzera.

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