
Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha inoltrato oggi una mozione per chiedere al Consiglio federale misure volte a ridurre il numero dei cosiddetti "padroncini", ossie le ditte e gli artigiani italiani che lavorano in Ticino per un periodo massimo di 90 giorni, in particolare impedendo loro di notificarsi online. "Ditte ed artigiani in arrivo soprattutto dalla vicina Penisola si sostituiscono a quelli locali, lavorando a condizioni di dumping (non pagano né salari secondo gli standard elvetici, né imposte, né oneri sociali) e costituendo una preoccupante forma di concorrenza sleale", afferma il testo. Quadri chiede di sostituire la possibilità di presentare le notifiche online con l’obbligo di presentare le richieste in forma cartacea ad un solo sportello centralizzato. Questa notifica dovrebbe poi essere trasmessa all’autorità fiscale del paese d’origine dell'impresario o dell'artigiano. Contrariamente a quanto avviene finora, anche i lavori inferiori a 10'000 franchi dovrebbero essere sottoposte all'IVA. Il parlamentare leghista chiede infine fondi per potenziare i controlli su queste ditte. ATS
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