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Svizzera
CN: mercato dei farmaci, novità in vista per pazienti e industria
Redazione
12 anni fa

Giornata campale oggi per il Consiglio nazionale che, dalle 08.00 fino alle 18.00, dovrà esaminare la modifica della legge sugli agenti terapeutici. Si tratta di un dossier voluminoso costato quasi una cinquantina di ore di lavoro alla Commissione della sanità. Il tema trattato riveste un'importanza particolare, visto il peso economico per la Svizzera dell'industria farmaceutica e le ripercussioni anche su società e economia (salute, assicurazioni, ecc.). Obiettivo di base della revisione è un migliore accesso ai medicamenti da parte della popolazione e delle condizioni quadro per la ricerca e l'industria biomedica. Rispetto al progetto governativo, la commissione ha apportato alcune modifiche, non tutte accolte con favore dai diretti interessati, come l'attribuzione di maggiori competenze ai farmacisti nel dispensare medicinali soggetti all'obbligo di prescrizione medica. Per ogni prescrizione, inoltre, il medico dovrebbe compilare una ricetta che lasci libero il paziente di procurarsi il medicamento dove desidera. Inutile dire che la Federazione dei medici svizzeri ha fatto sapere di non gradire affatto simili novità. Il progetto vuole rendere disponibile una più ampia gamma di medicamenti adatti ai bambini, facilitare l'accesso al mercato per farmaci complementari e fitoterapeutici e porre nuove condizioni per l'automedicazione. Su alcuni punti controversi, la commissione preparatoria ha avanzato una serie di proposte che si scostano dal progetto del Consiglio federale. Per esempio, le aziende titolari di un'autorizzazione di fabbricazione rilasciata da Swissmedic devono poter produrre, senza dover presentare una domanda di omologazione, piccole quantità di medicamenti complementari per i quali non esiste alcuna alternativa omologata e venderli per il tramite di farmacie e drogherie. Nell'intento di promuovere le ricerche e le innovazioni apportate a preparati per cui è scaduta l'esclusiva dei dati, la commissione propone che tutte le ditte - non solo quindi il titolare dell'omologazione del preparato originale - possano richiedere una protezione supplementare limitata ai dati inerenti all'innovazione. La durata di tale protezione supplementare deve estendersi fino a dieci anni. Al fine di promuovere lo sviluppo di medicinali per malattie rare, le ditte farmaceutiche devono ottenere - per la commissione - l'esclusiva commerciale di dieci anni per i cosiddetti "farmaci orfani". Durante questo periodo, per la stessa indicazione terapeutica non dovrebbe essere possibile omologare nessun altro medicamento, a meno che non si dimostri che quest'ultimo sia più sicuro e più efficace. Swissmedic dovrebbe inoltre omologare con procedura semplificata ulteriori categorie di medicamenti per tutta la Svizzera: in particolare si pensa a quei farmaci omologati da dieci anni nell'area UE e AELS, cui si aggiungono i medicamenti con menzione dell'indicazione non soggetti all'obbligo di prescrizione e per i quali è comprovata l'utilizzazione da almeno 30 anni (farmaci "traditional-use"), di cui almeno 15 anni nei Paesi dell'UE e dell'AELS. È prevista anche una regolamentazione più restrittiva per la vendita per corrispondenza di medicamenti. In questo caso, i farmaci potranno essere ordinati soltanto previa ricetta medica, che il paziente deve accludere all'ordine stesso. Inoltre, in futuro sarà Swissmedic e non più i Cantoni ad autorizzare la gestione di farmacie attive nella vendita per corrispondenza. Nelle intenzioni della commissione, inoltre, il Consiglio federale, dovrebbe avere la competenza di disporre provvedimenti in materia di detenzione di animali e di medicina veterinaria al fine di ridurre le resistenze agli antibiotici. Inoltre andrebbe sviluppato un sistema d'informazione che consenta di monitorare il consumo di antibiotici nella medicina veterinaria fino al livello della singola azienda e dei singoli veterinari. In futuro, poi, una fondazione finanziata dall'industria farmaceutica, dai medici e dai farmacisti dovrebbe adoperarsi affinché le informazioni sui medicamenti siano consultabili elettronicamente. Diversamente da quanto propone l'esecutivo, Swissmedic non dovrebbe svolgere mansioni permanenti in questo ambito. Last but not least, si vuole inserire nella legge una disposizione che obblighi i membri del Consiglio d'Istituto di Swissmedic a rendere pubblici i propri legami d'interesse. La commissione propone anche una nuova disposizione penale volta a lottare contro la contraffazione di medicamenti, un problema più attuale che mai. Essa vuole anche comminare pene più pesanti per le infrazioni alla legge sugli agenti terapeutici commesse da bande.

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