
Il Consiglio Nazionale ha dato stamani il ritocco finale al programma di legislatura 2007-2011, accettando tutte le proposte della conferenza di conciliazione. Si è trattato di eliminare la trentina di divergenze tra i due Consigli e di trovare maggioranze per la settantina di obiettivi presentati dal Consiglio federale. Le modalità dell'esercizio sono cambiate dopo il fiasco del 2004, quando il programma di legislatura era sottoposto al voto finale in ogni Camera. Allora la sinistra e l'UDC in un'insolita alleanza erano riuscite a silurare l'intero "pacchetto", ciò che ha comportato appunto la revisione della procedura. Stavolta i punti del programma sono stati trattati separatamente, dopo l'esame della conferenza di conciliazione. I punti che non sono stati accettati da ogni Camera sono semplicemente stati stralciati. Il Consiglio degli Stati ha cancellato dal programma la liberalizzazione del mercato postale. Una maggioranza di "senatori" (22 a 18) non ha apprezzato la fretta del Consiglio federale, che vuole aprire alla concorrenza dal 2009 le lettere di 50 grammi. Inoltre, già in giugno entrambi i Consigli hanno bocciato il progetto del governo relativo all'introduzione di pedaggi stradali urbani. Al Nazionale, la sinistra si è opposta un'ultima volta inutilmente ai punti che chiedono maggiori sgravi fiscali per le imprese e per tutti i cittadini. L'UDC non ha avuto maggior successo nell'intento di stralciare dal programma la revisione della legge sull'esercito. Su altri punti, la Camera del popolo ha fatto concessioni all'altro consiglio e si è detta pronta all'eventualità di una legge federale sul turismo. Dal canto suo, la Camera dei cantoni aveva accettato di esigere una strategia di prevenzione della violenza, nonché di evocare la flessibilizzazione dell'età di pensionamento e l'introduzione di misure che incitano a lavorare nella riforma dell'AVS. ATS
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