
Le manipolazioni dei corsi borsistici in futuro saranno considerate crimini, e non semplici delitti, e le multe potranno raggiungere i 10 milioni di franchi. È quanto prevede la revisione della legge sulle borse e il commercio dei valori mobiliari, approvata oggi dal Consiglio Nazionale con 177 voti senza opposizione. Il testo torna agli Stati per una divergenza. In base alle nuove norme tutti gli attori della piazza finanziaria potranno essere perseguiti penalmente in caso di manipolazione dei corsi borsistici. Il reato insider sarà esteso a ogni persona che sfrutta notizie confidenziali che potrebbero influenzare il corso dei titoli. Il perseguimento penale non incomberà più sulle autorità cantonali ma al Ministero pubblico della Confederazione. Spetterà poi al Tribunale penale federale giudicare. Una violazione dell'obbligo di dichiarare partecipazioni potrà comportare una multa fino a 10 milioni di franchi. Le pene detentive per le manipolazioni borsistiche potranno raggiungere i 5 anni se i guadagni illeciti superano il milione di franchi. Chi sfrutta informazioni confidenziali dovrà scontare fino a tre anni di prigione, anche se non ne ha tratto profitti personali. Questa precisazione, introdotta dal Nazionale, dovrà ancora essere esaminata dagli Stati. Il coinvolgimento di tutti gli attori del mercato estenderà le competenze dell'Autorità federale di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA). Quest'ultima, per esempio, eserciterà una sorveglianza parziale dei fondi speculativi (hedge-fonds) o degli investitori privati. ATS
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