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Svizzera
CN: l'arma d'ordinanza resta a casa
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio nazionale ha nuovamente confermato oggi l'attaccamento al principio della custodia dell'arma d'ordinanza a casa. Con 99 voti contro 82 e 9 astenuti, il Nazionale ha respinto un'iniziativa di Chantal Galladé (PS/ZH), che voleva obbligare i cittadini-soldato a depositare l'arma personale all'arsenale. "Quest'iniziativa va troppo lontano", ha dichiarato Yvan Perrin (UDC/NE). Ha comunque ammesso che "viviamo in un mondo dove non tutti i cittadini sono degni della fiducia concessa dallo Stato che affida loro un'arma". Numerosi oratori borghesi hanno sostenuto la necessità di una migliore valutazione dell'attitudine dei militi a conservare l'arma a domicilio. "Il problema non è l'arma, bensì l'uomo", ha in sostanza affermato Andrea Geissbühler (UDC/BE). "Occorre comunque studiare la possibilità di generalizzare il deposito d'arma d'ordinanza all'arsenale per coloro che lo desiderano", ha aggiunto Jean-Pierre Grin (UDC/VD). "Che cosa deve ancora accadere in questo paese prima che il parlamento decida finalmente di disarmare le economie domestiche svizzere?", si è chiesta Chantal Galladé (PS/ZH), difendendo la sua iniziativa parlamentare. Altra domanda all'indirizzo della maggioranza borghese: "avreste il coraggio di guardare negli occhi una madre che ha perso il figlio a causa di un'arma d'ordinanza?". Nel suo primo intervento in Consiglio nazionale in qualità di ministro della difesa, Ueli Maurer ha fatto leva sulle recenti conclusioni del gruppo di esperti istituito dal suo dipartimento. Pur ricordando la posizione di principio del governo, favorevole al mantenimento dell'arma a domicilio, il consigliere federale ha ricordato varie vie da seguire intese a ridurre i rischi. L'attitudine dei militi all'affidamento di un'arma potrebbe essere valutata sin dal reclutamento. Si potrebbe così rinunciare alla distribuzione dell'arma a coloro che hanno avuto guai con la giustizia. Maurer ha pure ricordato il deposito volontario e gratuito dell'arma d'ordinanza all'arsenale. Quest'opzione potrebbe essere generalizzata. Infine, il ministro della difesa ha evocato un eventuale cambiamento nelle regole legate alla custodia dell'arma d'ordinanza, una volta conclusi gli obblighi militari. "In futuro, la detenzione dell'arma potrebbe essere subortinata all'ottenimento di un permesso di porto d'arma". ATS

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