Cerca e trova immobili
Svizzera
CN: Iva, iniziato dibattito su prima parte riforma
Redazione
17 anni fa

Le semplificazioni meno contestate dell'IVA devono essere trattate subito per poter essere applicate dal 2010. Ne è convinta la maggioranza borghese del Consiglio nazionale che, con 137 voti contro 40, non ha voluto rinviare il progetto al Consiglio federale come chiedeva il PS. La revisione ora affrontata dalla Camera del popolo non comprende il progetto di tasso unico al 6,1%, del quale ancora una volta il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz non ha tralasciato di evidenziarne i vantaggi. La revisione non comprende nemmeno l'abolizione di numerose esenzioni, in particolare nei settori della salute e sociale. Questi punti, fortemente contestati e sui quali per il momento la commissione non ha voluto deliberare, dovrebbero essere affrontati in un secondo tempo. Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) ha deplorato che si eviti di affrontare le vere poste in gioco. Il tasso unico del 6,1% colpirà in pieno i bassi redditi e il PS vi si opporrà con tutti i mezzi, ha sottolineato la battagliera deputata basilese. Anche la prima parte, così com'è sottoposta al Nazionale, non piace ai socialisti. Essa non semplifica la tassa più di quel tanto e aumenterà la mole di lavoro per l'amministrazione. Contrariamente alle valutazioni fornite dalla commissione preparatoria, le perdite fiscali non dovrebbero raggiungere i 230-300 milioni all'anno, bensì, secondo la sinistra, 450-500 milioni. La versione iniziale proposta dal Consiglio federale era fiscalmente neutrale, ha dal canto suo ricordato Hans-Rudolf Merz. Josef Zisyadis (POP/VD) ha invece difeso inutilmente l'esonero totale dei prodotti di prima necessità, di triplicare l'aliquota per i prodotti di lusso, una tassazione dei prodotti di consumo sulla base del loro degrado, nonché l'introduzione di un credito IVA inversamente proporzionale al reddito. La sua proposta di rinvio è stata bocciata con 163 voti contro 4. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata