
Il Consiglio federale deve rivedere il suo progetto concernente l'integrazione degli stranieri in seguito all'accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Il Nazionale ha rinviato oggi al governo la modifica della Legge sugli stranieri. L'UDC avrebbe voluto affossare la revisione. L'esecutivo è invitato a presentare nuove proposte, tenendo conto delle nuove esigenze costituzionali approvate da popolo e cantoni lo scorso il 9 febbraio. Il contesto politico è completamente cambiato, ha rilevato Marco Romano (PPD/TI) a nome della commissione. L'iniziativa dell'UDC impone infatti che "la capacità di integrarsi" sia un criterio determinante per la concessione dei permessi di dimora. Occorrerà trovare il modo di rispettare questa esigenza, gli ha fatto eco la sua collega Ruth Humbel (PPD/AG). Si tratterà per esempio di correggere le condizioni richieste per il raggruppamento famigliare. Ciascuno interpreta l'integrazione come vuole, ha sottolineato dal canto suo Ueli Leuenberger (Verdi/GE). Taluni preferiscono l'assimilazione, mentre altri apprezzano l'arricchimento culturale che apportano gli immigrati. La revisione è volta a promuovere l'integrazione, ma nel contempo si vuole essere più severi nei confronti di coloro che non fanno abbastanza sforzi, ha ricordato Simonetta Sommaruga. Tuttavia la ministra della giustizia ha ammesso come alla luce del voto del 9 febbraio il progetto vada rivisto. Occorrerà trovare il modo di misurare la "capacità d'integrarsi" degli stranieri prima della concessione di un permesso. Per il Consiglio federale, sono necessarie regole chiare a favore della promozione dell'integrazione, ha dichiarato la consigliera federale socialista. L'UDC ha tentato invano di convincere il plenum a bocciare il progetto. Secondo Gregor Rutz (UDC/ZH), non è necessario legiferare ancor di più in questo ambito. Gli stranieri che vogliono abitare in Svizzera devono adattarsi ai costumi elvetici. La Confederazione non deve intervenire in un settore che è di competenza dei comuni. Tuttavia la proposta democentrista di non entrare in materia è stata respinta con 124 voti contro 50 e 1 astenuto. La revisione era stata approvata in dicembre dal Consiglio degli Stati con 24 voti contro 7. Esponenti dell'UDC e del PPD avevano già tentato allora, proponendo invano la non entrata in materia, di affossare il progetto che ritorna agli Stati.
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