
È cominciato al Consiglio nazionale il dibattito sull'iniziativa popolare "Per una cassa malati pubblica". Il testo - lanciato da PS, Verdi, organizzazioni dei consumatori e dei pazienti - è stato ampiamente osteggiato dai partiti borghesi. L'iniziativa - depositata lo scorso anno alla Cancelleria federale con 115'841 firme valide - chiede che l'assicurazione sociale contro le malattie venga esercitata da un unico istituto nazionale, in cui sarebbero rappresentati Confederazione, Cantoni, assicurati e fornitori di prestazioni. La cassa dovrebbe essere rappresentata in ogni cantone da un'agenzia. Queste "succursali" cantonali dovranno fissare i premi e incassarli. Per il centro-destra, il sistema attuale basato su una concorrenza regolamentata e la libera scelta dell'assicuratore ha dato buoni frutti. È anche stato ricordato che una cassa pubblica non potrà risolvere il problema dell'aumento dei premi, che è legato alle cure. Secondo la sinistra, il sistema attuale con le 61 casse malattia è incontrollabile. L'assicurazione di base non è un bene come gli altri e non può esserci concorrenza su prestazioni che devono essere le stesse per tutti. Il nuovo modello - lo schieramento rosso-verde ha fatto riferimento all'assicurazione infortuni SUVA - permetterebbe inoltre di evitare la caccia ai cosiddetti "buoni rischi". Il Consiglio degli Stati aveva bocciato l'iniziativa nella sessione invernale. Se, come tutto lascia supporre, anche il Nazionale la respingerà, il testo dovrebbe essere sottoposto al voto popolare ancora quest'anno.
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