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Svizzera
CN: iniziato dibattito iniziativa avvocato animali
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio nazionale ha avviato il dibattito sull'iniziativa popolare intesa a istituire nei cantoni posti di avvocato degli animali. La Camera si pronuncerà soltanto dopodomani. La maggioranza borghese dovrebbe far pendere il piatto della bilancia in favore del "no". Per UDC, PLR e PPD, l'iniziativa va troppo lontano. Inoltre, i cantoni hanno già la possibilità d'istituire un avvocato degli animali. "Obbligarli a farlo - hanno rilevato vari oratori, sostenuti dalla consigliera federale Doris Leuthard - costituirebbe un'ingerenza nelle loro libertà organizzative". Hanno anche ricordato che la nuova legge sulla protezione degli animali è in grado di rispondere ai problemi legati al loro maltrattamento. "La qualità del diritto si riflette nella sua applicazione. Abbiamo una buona legge, ma la sua applicazione è problematica ed è differente da un cantone all'altro", ha replicato Ruedi Aeschbacher (PEV/ZH). "Le sanzioni attuali non hanno alcun effetto preventivo", ha deplorato. Attualmente, solo un quarto delle denunce sfocia in procedura penale. Poi, la giustizia è in generale molto clemente nei confronti degli autori di maltrattamenti, che raramente finiscono in carcere", ha sottolineato Maya Graf /Verdi/BL). La deputata ha sollecitato un sostegno all'iniziativa depositata nel luglio del 2007 dalla Protezione svizzera degli animali. Sul fronte opposto, Attilio Bignasca (Lega/TI) ha ironicamente osservato che "viviamo in un Paese fortunato, con un parlamento che, davanti a una crisi economica e finanziaria epocale, può dedicare seraficamente un'intera mattinata a parlare dei problemi degli animali". Dopo aver garantito che "in nessuna parte del mondo gli animali sono trattati meglio che da noi e sono più difesi, Bignasca ha asserito che "non è certamente la figura dell'avvocato che li proteggerà da eventuali maltrattamenti e potrà dissuadere i malintenzionati, gli ignoranti, le persone con cattive intenzioni a maltrattare gli animali". A suo modo di vedere, "non serve un avvocato, bensì maggior conoscenza delle problematiche degli animali, delle loro esigenze e più comprensione e tolleranza fra l'uomo e gli animali. Per questo - ha concluso Bignasca - bisogna dire no a questa iniziativa popolare". ATS

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